Cento: «Spero cambi davvero»

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – P.A.Coletti) – «Se non si cancellerà l’articolo 9, anche la fidelity card rimarrà uno strumento di discriminazione illiberale. La reazione di Maroni è esagerata e rabbiosa».

L’esponente di Sinistra, ecologia e libertà e presidente del Roma Club Montecitorio, Paolo Cento, ha commentato così le novità sulla tessera del tifoso e le parole dell’ex Ministro degli interni Maroni. Con la fidelity card si dirà davvero addio alla tessera del tifoso? Prima di affermare che si tratta di un addio bisognerà aspettare e vedere come verrà applicata questa fidelity card. Il punto cruciale è la cancellazione dell’articolo 9 del decreto Amato, che rendeva ancora più odiosa la tessera perché ne interdiva l’utilizzo a chi aveva avuto problemi con le diffide. Il principio da affermare è che cittadini e tifosi hanno gli stessi diritti. Bisogna evitare forme di repressione illiberale per le tifoserie. Se non si cancellerà l’articolo 9 anche la fidelity card rimarrà uno strumento di discriminazione illiberale.

Qual è la reale differenza tra le due card? A parte il nome, la differenza la fa la modalità con cui la si applica. Spero vivamente che non si lasci inalterata la discriminazione dei tifosi vietando trasferte o rendendo obbligatoria la carta per gli abbonamenti, perché se così fosse non cambierebbe assolutamente nulla.

Maroni ha dichiarato: «Hanno vinto le tifoserie ultras e violente, hanno vinto quelle società di calcio come la Roma (di cui è tifosissima la ministra Cancellieri) che mai avevano accettato le regole». Un commento? È evidente che la reazione di Maroni è esagerata e rabbiosa. Ma sta a sottolineare che un primo obiettivo lo si è raggiunto: la tessera è stata resa innominabile anche dal Ministro dell’Interno. Maroni ha attaccato fortemente la società giallorossa. Trovo l’attacco alla Roma, ai suoi tifosi, e al ministro Cancellieri decisamente stucchevole. Data la sua reazione sembrerebbe quasi che l’ex ministro abbia fatto la tessera per andare contro la Roma.

Che ruolo ha avuto la società giallorossa in questa vicenda? La reazione stessa di Maroni sta a testimoniare la centralità che ha avuto la Roma in questo percorso di detesseramento. Va dato sicuramente atto alla società giallorossa di aver posto, fin da agosto, alle autorità competenti e all’opinione pubblica il problema della tessera, delle trasferte, degli abbonamenti. Per questo ha avuto un ruolo decisivo. È importante sottolineare come la Roma abbia fatto tutto ciò in completa solitudine, ha avuto il coraggio di rompere il silenzio mentre tutte le altre società rimanevano supine, andando anche contro quelli che erano i loro stessi interessi.

Cosa manca per arrivare alla normalizzazione della situazione? Ora la battaglia si deve spostare sul fronte delle trasferte, degli abbonamenti e ripeto, il punto focale è l’abrogazione dell’articolo 9 del decreto Amato. È stato fatto un primo passo, almeno nell’aspetto formale e nominale.

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