Burdisso corre: “Sto bene”

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – V.Vercillo) Sono passati ben centotredici giorni dall’ultima volta che Nicolas Burdisso ha calpestato un terreno di gioco.

Era il 16 novembre, in campo c’erano Argentina e Colombia. Al 34’ lo scontro con l’attaccante avversario James Rodriguez. La diagnosi gela la Roma: «Lesione capsulo-legamentosa e scheletrica del ginocchio sinistro». Un’operazione e tantissime sedute di fisioterapia dopo, ieri “El Bandito” è tornato a correre in campo: «Sto molto bene, oggi sono tornato in campo e sono contentissimo di questo» ha detto il difensore argentino ai microfoni di Roma Channel. (…) «Sto lavorando benissimo da un paio di mesi: ora vedo le conseguenze di tutti i mesi di gran lavoro. Mi sto concentrando sul lavoro di campo per ottimizzare pian piano la forma».

Da sempre uno dei punti di riferimento fondamentali per la Roma, l’assenza di Burdisso si è fatta sentire eccome, per una squadra che ha proprio nel reparto arretrato il suo punto debole. Ma l’argentino sta bruciando le tappe: «Sto seguendo esercizi di potenza e resistenza, ma anche stabilità, lavoro specifico per il ginocchio, sto facendo tutto ciò che serve. Sto tornando a fare le cose che farò in campo, senza pensare al ginocchio. C’è stata un po’ di paura, ma piano piano sta andando via, allenamento dopo allenamento non ho più timore. Sono in anticipo rispetto alle tabelle perché il ginocchio ha resistito a tutto quello che gli ho fatto!». (…) «Spero di tornare col gruppo nelle ultime settimane di campionato e poi continuare a lavorare per iniziare la preparazione per l’anno prossimo, esattamente alla pari con gli altri. Sia come sia, non si devono affrettare i tempi, bisogna andare pian piano».

Con Juan out, è il momento di Simon Kjaer: «A me piace tantissimo, lo vedo lavorare sempre molto bene: è un ragazzo molto serio. Ora è il suo momento. E’ capitato in un anno difficile per tutti noi e anche di più per noi centrali. Ha pagato come tutti un po’ di inesperienza, ma abbiamo fiducia anche in lui. Questa è una buona opportunità per lui di dimostrare quello che merita veramente ed è pronto per la sfida». Sul momento della Roma rimane realista: «E’ un momento difficile, dopo la sconfitta di Bergamo e il derby. Noi siamo i primi consapevoli di quando le cose vanno male, di quando vuoi fare bene e non ci riesci, ma siamo sulla stessa barca: noi giocatori, l’allenatore e la società. Stiamo facendo le cose in grande e non si fanno in una settimana o in un mese. Stiamo imparando, da società intelligente quale siamo. Ora mancano 12 partite, sono tante per fare bene e finire dignitosamente, dimostrando ancora che siamo una squadra con tanta qualità e personalità».

Il leader della difesa giallorossa si proietta al futuro ma resta con i piedi per terra: «Se mi stimola l’idea di giocare qualche minuto in questa stagione? Valuteremo più avanti, magari nei primi di giorni di maggio. Adesso non ci penso, per ora lavoriamo giorno dopo giorno e lo facciamo molto bene. Sarebbe bellissimo, anche se sarebbe simbolico tornare nel mio stadio: magari qualche minuto in campo, ma ripeto, senza rischiare niente. La cosa più bella è giocare». (…)

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