Baldini: “Orgoglioso di noi”

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – C.Zucchelli) La faccia non è, e non potrebbe essere diversamente, quella dei giorni migliori.

La sconfitta brucia e anche tanto. Eppure Franco Baldini, l’unico dirigente a parlare nel post partita, cerca comunque di trovare il lato positivo di un derby da dimenticare in fretta: «Non abbiamo dubbi sul presente, anzi siamo molto poco felici, ma molto orgogliosi dell’atteggiamento della squadra, del nostro allenatore, di come imposta e prepara le partite, che oggi (ieri, ndr) non è stato possibile giocare, perché dopo 7-8 minuti eravamo già in 10». Baldini non si nasconde. E continua a ribadire l’appoggio suo e di tutta la società al tecnico e alla squadra. Con un riferimento a Lucio Dalla, omaggiato prima del fischio d’inizio: «Nonostante questa non sia una grande giornata per noi, l’omaggio che potremmo fare è dire che questa squadra ha Futura».

«Giocare così (…) è stato dispendioso dal punto di vista fisico e ancor di più da quello nervoso. La squadra non ha concesso niente alla Lazio fino agli ultimi minuti. Avevamo avuto la palla per pareggiare 2-2. La squadra se l’è giocata, era il massimo che potevamo ottenere in queste condizioni». Luis Enrique ha subito elaborato la sostituzione senza protestare: non c’è il rischio che diventi una condanna? «Non lo so, secondo me è un investimento che tutti quanti dovremmo fare. Non c’è un’idea di fare beneficienza – continua il direttore generale della Roma – c’è solo quella che deve essere l’idea di calcio, rendere l’arbitro il più sereno possibile nell’arbitrare. Rendendolo tale, riusciremo ad avere gli arbitri che sbagliano meno. Non si può lavorare sugli sbagli degli arbitri. Era rigore? Sì, il rigore ci poteva stare. Secondo me, il rigore guadagnato scaltramente da Klose è un rigore che si può dare, ritengo l’espulsione eccessiva. È un commento, non un giudizio».

Mancano 12 partite alla fine del campionato, la Roma deve cercare di vincerne più possibile. (…) «Dobbiamo cercare di vincere e mettere i calciatori nelle condizioni di poterlo fare. Dobbiamo lavorare ogni singolo giorno su questa idea di calcio propositivo che ha come fine vincere le partite. Quello che era il piano di lavoro era quello di formare una squadra nuova con un’identità di gioco che potesse offrire qualche orizzonte di futuro. Questo era già programmato fin dall’inizio. Nessuno si aspettava traguardi più alti di questi. E’ una progressione, aggiungeremo qualcosa ogni anno per avere sempre una progressione costante sulla qualità».

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