A San Siro siamo già in mille

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – D.Galli) – Radio, giornali, siti Internet. Nei bar, nei mercati rionali, nelle famiglie, a scuola, al lavoro. La Roma dilaga ovunque, straripa d’amore, ti prende la classifica e te la alza in faccia. La Roma, squadra e tifo, si riverserà su Milanosabato prossimo. Sul Meazza si abbatterà un ciclone. Per sostenere la capolista contro l’Inter sono stati acquistati già quasi mille biglietti di settore ospiti, erano oltre ottocento già nel primo pomeriggio. Ne restano altri quattromila. Ma ancora per poco. Tutti a Milano. Tutti. Garcia è riuscito nel miracolo di riappacificare un mondo inquieto, ha rimesso insieme i cocci di due stagioni fuori dall’Europa e tre di niente o quasi niente, c’è chi passa le ore su Roma Channel a vedersi e rivedersi Roma-Bologna, chi smanetta da un’emittente all’altra per godere ancora un po’, chi s’ascolta i gol di Zampa e poi li riascolta e poi li riascolta e poi li riascolta, chi da un mese ritaglia pagine di quotidiani. Tutti a Milano.

 

Le chiamavano invasioni, macinavamo chilometri, l’ultima volta sarà stato per un Chievo-Roma che valeva ormai un’illusione di scudetto, chi tifava Roma non perdeva mai e non continua a non perdere mai, ma poi la Roma ha perso tanto. Ha perso troppo. Ha perso a tal punto da aver perso anche la sua gente. Colpa, però, e va detto, e va sottolineato, di un sistema sbagliato che ha impedito di andare in trasferta ai non tesserati. Chi non aveva l’As Roma Club Privilege era fuori dal sistema, espulso dai potenziali ripetibili diecimila di quel Bentegodi là. Con l’invenzione – invenzione vera – dell’As Roma Club Away, la Roma ha riportato se stessa fuori dal Raccordo, ha permesso a molti ragazzi non tesserati di tornare a seguirla nelle ultime tre trasferte della passata stagione.

 

Gli incidenti a Torino con dei tifosi granata, qualche scaramuccia nei settori ospiti, faccende interne e limitate. Niente da fare, l’Osservatorio ha sospeso la Away per Livorno, poi per Parma, e la Roma è rimasta di nuovo senza lo zoccolo duro del proprio sostegno. È rimasta non afona, ma priva di molto cuore. Priva della Sud. Genova ha segnato la fine della discriminazione, ma la Roma si è dovuta portare con sé i propri steward. È stata la garanzia pretesa dal Viminale per riconsentire la trasferta a chiunque. La storiella si ripeterà sabato a Milano, anche se la Roma si sta stufando: perché gli altri club non si presentano con i loro steward, quando vengono nella Capitale? La Samp ha diviso a fette il settore ospiti: sopra, dove si vede e si tifa, i tesserati; sotto, dove non si vede ma tanto si tifa, i non tesserati. A prezzo identico, e quindi ingiusto. Accadrà la stessa cosa con l’Inter, i romanisti saranno separati, tutti in trasferta ma non tutti insieme. Terzo anello blu, le rivendite sono quelle del circuito Best Union.Il biglietto costerebbe 23 euro. Costerebbe, perché MyRoma, l’azionariato popolare romanista, ha sollevato una giusta questione: «Oltre al costo nominale indicato sul biglietto (23 euro, ndr) e i diritti di agenzia – variabili – applicati dai rivenditori romani, viene computato anche un ulteriore diritto di agenzia di tre euro in favore della Charta S.r.l.». In nome della trasparenza, hanno chiesto chiarezza all’Inter. Vediamo cosa risponderanno a Milano. Dove tanto andranno tutti. A qualunque prezzo.

 

ROMA-NAPOLI C’è però anche un’altra questione, più delicata. Quando si gioca Roma-Napoli? Per la Lega la data non si tocca: il 19 ottobre, alle 18. Ma il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro vorrebbe farla slittare per due manifestazioni, una il 18 ottobre, l’altra proprio il giorno della partita. Idem la Roma, anche se Garcia ha aperto alla possibilità di giocare il venerdì prima. Complicata l’ipotesi di un’inversione del campo. Complicata, ma – suggerisce una fonte – non impossibile. Se ne riparlerà dopo Inter-Roma.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy