La vera sfida dell’Olimpico

Il prefetto Gabrielli è stato drastico: lo stadio va messo in sicurezza prima dell’inizio del campionato per avere l’agibilità. Chi deve pagare i lavori. La Roma e la Lazio? O il Coni, proprietario dell’impianto?

di Redazione, @forzaroma

Il raduno della Roma a Trigoria, domani, apre ufficialmente la stagione calcistica capitolina.

I giallorossi partiranno subito dopo per il brevissimo ritiro di Pinzolo, che precede la lunga tournée tra Australia e Indonesia.

La Lazio se la prenderà un po’ più comoda, radunandosi dal 9 al 19 luglio a Auronzo di Cadore. Due impegni importantissimi attendono la squadra di Pioli ad agosto: l’8, a Shanghai, la Supercoppa italiana contro la Juventus (alle 20 ora locale, le 14 in Italia); il preliminare di ingresso alla Champions League con andata il 18/19 e ritorno il 25/26.

 

Con quali ambizioni si presentano Roma e Lazio? Nell’ultimo campionato sono arrivate seconda e terza, dietro alla Juventus, ed è questo l’obiettivo minimo per la prossima stagione. Milan e Inter, però, si sono molto rafforzate sul mercato e il Napoli ha cambiato completamente rotta passando dal calcio «piacione» di Rafa Benitez a quello ad altissima intensità di Sarri, l’artefice del miracolo Empoli. La concorrenza, perciò, è aumentata e i presidenti (Pallotta e Lotito), così come i direttori sportivi (Sabatini e Tare) ne devono tenere conto.

 

C’è un aspetto, però, importante quanto le squadre che andranno in campo: lo stadio Olimpico. Il prefetto Gabrielli è stato drastico: lo stadio va messo in sicurezza prima dell’inizio del campionato per avere l’agibilità. I lavori, principalmente, sono di due tipi: 1) la divisione delle curve in due mini-settori; 2) l’innalzamento di barriere più alte tra curve e Distinti per evitare possibili scavalcamenti tra i settori.
La segmentazione delle curve permetterebbe più «precisione» in caso di eventuali sanzioni: si potrebbe chiudere un settore meno vasto, per esempio, in caso di striscioni vietati. Però costerebbe la perdita di oltre mille posti, molti dei quali già venduti in abbonamento.
E poi: chi deve pagare questi lavori. La Roma e la Lazio? O il Coni, proprietario dell’impianto?
Il Comitato olimpico non intende affrontare spese «che riguardano esclusivamente le partite di Roma e Lazio» e non tutti gli altri avvenimenti per cui è perfettamente a norma, dalle partite del Sei Nazioni di rugby ai concerti, dalle gare della nazionale di calcio al Golden Gala di atletica leggera. Le due società fanno notare che Fifa e Uefa si stanno muovendo in direzione opposta: tutte le barriere architettoniche vanno tolte dagli stadi. Con le modifiche volute da Gabrielli, ad esempio, l’Olimpico non potrebbe ospitare una finale di Champions League.
In questo senso il campionato è già iniziato e la partita di Roma e Lazio è in salita.

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