Stadio, più treni e meno ponti per convincere i tecnici di Torino

Settimana decisiva. Ecco le contromisure della sindaca dopo che il Politecnico ha bocciato il piano traffico

di Redazione, @forzaroma

La volontà politica c’è, espressa a tutti i livelli del Movimento e ritwittata centinaia di volte sui profili grillini con l’hashtag #unostadiofattobene. Ma anche il nodo mobilità c’è, e la settimana è decisiva perché arriverà il giudizio finale del Politecnico di Torino. Nella bozza direlazione su Tor di Valle il professor Bruno Della Chiara aveva definito «catastrofica» l’analisi dei flussi evidenziando i problemi legati alla rete stradale intorno allo stadio giallorosso, insufficiente in assenza di un ulteriore ponte (di Traiano) sul Tevere oltre a quello dei Congressi. E questo ha indotto il Campidoglio a studiare le contromisure per strappare il nulla osta, scrive il Corriere della Sera.

A Torino è stato quindi spedito il Pums — Piano urbano mobilità sostenibile, la “cura del ferro” da protocollo tra Comune e Fs — e, dall’Urbanistica, una relazione sul “cambio di direttrice” della città: l’asse che usa la giunta Raggi non è più quello “su ruota” con Fiumicino, ma quello “su rotaia” con la stazione Tiburtina, polo ferroviario logisticamente più importante di Roma. Ergo, per Tor di Valle — area dove «lo stadio non si può fare», dice Italia Nostra che dà le «alternative: Torre Spaccata, Pietralata, Anagnina e Tor Vergata» — servono più treni e meno ponti. Un cambio di prospettiva che il Comune teorizza per ribaltare il «catastrofico» della bozza mettendo a sistema il ponte dei Congressi, il rifacimento completo di via del Mare/Ostiense, la funivia Magliana e, soprattutto, il potenziamento della Roma-Lido — linea su cui però il Comune (gestore) deve mettersi d’accordo con la Regione (proprietaria) —. La riposta dei tecnici di Torino dirà se tutto ciò, stavolta, sarà sufficiente.

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