Stadio, la decisione agli eletti M5S. E l’Avvocatura esclude penali “d’oro”

La giunta chiamerà al voto tutti i consiglieri, compresi i municipali I legali:se la Roma farà causa, al massimo otterrà piccoli indennizzi

di Redazione, @forzaroma

Il vertice decisivo sullo stadio della Roma? Piuttosto la prima di una lunga serie di riunioni informative su Tor di Valle, stavolta con gli avvocati capitolini, dopo le quali i Cinque Stelle metteranno ai voti il sì o il no all’opera, come riporta il Corriere della Sera.

Giovedì sera la maggioranza grillina in Campidoglio era al gran completo ad ascoltare il parere legale dell’Avvocatura capitolina sulla questione dell’eventuale maxi causa di risarcimento che la Roma potrebbe muovere in caso di variante urbanistica affondata in Aula. Si è parlato dei meccanismi per stoppare l’iter in sicurezza e rigorosamente prima di apporre la firma sulla convenzione urbanistica, cioè il vero e proprio contratto con il presidente giallorosso James Pallotta.

Insomma, si è parlato delle modalità per un’exit strategy a impatto zero. Nel gruppone anche i presidenti dei municipi grillini che la causa non la rischiano: anche a loro verrà chiesto di esprimersi sul tema stadio che, dopo lo scoppio delle inchieste e l’arresto del presidente dell’Assemblea capitolina, Marcello De Vito, è diventato altamente divisivo. Anche perché, ormai, quasi di politica pura. Gli avvocati capitolini di Carlo Sportelli, infatti, hanno ragionato a lungo sull’eventualità di una maxi causa per danni in caso di no allo stadio a una manciata di atti dalla conclusione dell’iter. Per la Roma, anzi, quella di una “causa miliardaria” sarebbe una “certezza” se la variante, letta dal club come “passaggio dovuto” visto che già la conclusione della Conferenza dei servizi consentirebbe di costruire a Tor di Valle andando oltre al Piano regolatore, stramazzasse a pochi metri dal traguardo. Ma rispetto alla causa, autentico terrore per i consiglieri M5S, gli avvocati avrebbero rassicurato un po’ tutti quanti: che la Roma faccia causa in caso di dietrofront è una cosa, che la vinca è tutt’altra, sempre che, naturalmente, si decida prima di mettere le firme sul contratto e spunti fuori un «valido motivo» per farlo. Le penali miliardarie sui singoli componenti del Consiglio, insomma, non sarebbero dovute.

Come uscire dall’impasse senza inimicarsi il popolo dei romanisti? Come dimenticare l’hashtag #unostadiofattobene? Per ora Raggi prende tempo, dà udienza agli anti-stadio. In attesa, cioè, che gli eletti M5S diano il verdetto.

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