Stadio della Roma, la Finanza è arrivata fino al Campidoglio

Stadio della Roma, la Finanza è arrivata fino al Campidoglio

Per “sequestrare documenti” e per le “audizioni personali”

di Redazione, @forzaroma

La Finanza entra in Campidoglio per “sequestro di documentazione” e “audizioni personali” sullo stadio della Roma, come riporta il Corriere della Sera.

Ieri il blitz dei finanzieri su mandato della procura della Corte dei conti del Lazio per raccogliere tutti gli atti amministrativi che ruotano attorno al progetto di Tor di Valle.

Così, secondo la delega, in Campidoglio sono stati prelevati: “verbale e bando della Conferenza dei servizi»; «verbale dell’Assemblea capitolina numero 132”, quella dell’interesse pubblico sull’opera; “riposta a richiesta di parere fatta dall’assessore Paolo Berdini prima delle dimissioni sulla possibilità di revoca dell’interesse pubblico”, quest’ultima acquisita presso l’Avvocatura del Comune. Il pm contabile Massimo Lasalvia, titolare dell’indagine, punta a ricostruire lo scenario delle modifiche apportate al progetto originario durante l’amministrazione Raggi.

Di particolare interesse il parere chiesto nel gennaio 2017 all’Avvocatura capitolina da Raggi su richiesta dell’ex assessore all’Urbanistica Paolo Berdini: è quello il documento, secretato e mai uscito dal Campidoglio,su cui ha virato l’intero progetto.

Il documento, visionato da alcuni consiglieri ma solo a patto di lasciare lo smartphone in portieria, conterrebbe la exit-strategy pensata dai legali del Comune per svincolarsi dal progetto Tor di Valle senza incappare in un contenzioso milionario. La sindaca, nonostante il parere legale, avrebbe deciso di portare avanti il progetto contrariamente all’opinione della sua maggioranza in Comune, seppure dimezzandone le cubature di cemento. L’indagine del nucleo Finanza dovrà appurare se c’è stato o meno uno spreco di denaro pubblico. Al momento, dopo la duediligence sugli atti promossa dalla sindaca in seguito allo scoppio dell’inchiesta penale, il progetto è in attesa di entrare in Assemblea capitolina per il voto su variante urbanistica e convenzioni. I terreni di Tor di Valle su cui dovrebbe sorgere l’impianto sono oggetto di una trattativa tra Eurnova, l’azienda già proprietà di Luca Parnasi, e la società di Radovan Vitek, il magnate ceco pronto a subentrargli nel progetto.

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