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Roma, va tutto storto. Benatia out un mese, Garcia in emergenza

(Il Corriere della Sera – G. Piacentini) È stato un martedì nero, in casa giallorossa.

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(Il Corriere della Sera - G. Piacentini) È stato un martedì nero, in casa giallorossa. In tutti i sensi. Come se non bastassero le quattro giornate di squalifica comminate a Mattia Destro con la prova televisiva – i tifosi giallorossi hanno risposto usando l’ironia, su Twitter l’hashtag #èstatodestro in cui si incolpava il centravanti dei peggiori crimini della storia, dall’omicidio di Kennedy alla bomba atomica, è stato tra i più menzionati – è arrivata anche la conferma del lungo stop per Medhi Benatia. Gli esami (ecografia e risonanza magnetica) a cui si è sottoposto il difensore marocchino hanno evidenziato una lesione tra il primo e il secondo grado al muscolo tendineo del retto femorale sinistro.

Una tegola per Garcia, che dovrà rinunciare al suo difensore più presente per circa un mese e forse potrà riaverlo a disposizione per la penultima di campionato contro la Juventus. Lo stesso giorno in cui, se non sarà accolto il ricorso contro la squalifica, tornerà anche Destro, con la speranza che il discorso scudetto in quella data non sia già chiuso. Nel frattempo Garcia dovrà affrontare l’Atalanta, nella gara che se vinta sancirà aritmeticamente almeno il secondo posto, senza sei calciatori: gli infortunati Balzaretti, Strootman e Benatia e gli squalificati Destro, Florenzi e Pjanic.

Emergenza in tutti i settori del campo, e scelte quasi obbligate. In attacco, con Totti (ieri ha lavorato in palestra) e Gervinho sicuri del posto, il ballottaggio è tra Michel Bastos (che ieri ha abbandonato l’allenamento in anticipo per un mal di schiena) e Adem Ljajic, messo da parte da Garcia dopo la prestazione svogliata nel finale col Napoli. Da lì in poi il serbo è rimasto seduto in panchina per quattro delle cinque gare successive, esclusi i venti minuti finali contro il Torino. Per lui si è cominciato a parlare di cessione al termine della stagione, soprattutto alla luce di un feeling mai del tutto sbocciato col tecnico francese, che comunque pubblicamente lo ha sempre difeso. Sabato sera la prova del nove, e la consapevolezza che se dovesse toccare a lui, Ljajic si giocherà anche una fetta di futuro.