Roma: serve un portiere, Smalling soffre la difesa a tre e con Pedro manca fisicità

L’inglese è fuori ruolo e il centrocampo, contro le big, non regge i tre tenori

di Redazione, @forzaroma

Fonseca fa bene a chiedere equilibrio ai suoi calciatori sul campo e ai commentatori fuori dal campo, scrive Luca Valdiserri sul Corriere della Sera.

L’equilibrio, però, non viene da solo e, dopo l’ennesima bocciatura in uno scontro diretto, la Roma ha gli stessi punti in classifica dell’anno scorso. La sconfitta di Bergamo, con un crollo verticale nel secondo tempo, ha lasciato almeno tre domande spinose, alle quali bisogna dare una risposta adeguata: 1) la mancanza di un portiere davvero affidabile; 2) l’impaccio di Smalling nella difesa a tre, nel ruolo più centrale; 3) il crollo del centrocampo, che può essere simboleggiato dalla partita di Pedro.

Pau Lopez aveva ritrovato il posto per l’infortunio a Mirante, ma contro il Torino non ha convinto e, a Bergamo, Fonseca è tornato su Mirante. Come a Napoli – altra partita in cui la Roma ha subito 4 gol – non è stato irreprensibile, soprattutto in occasione del gol del 2-1, quando è uscito a vuoto su Gosens. Senza pretendere un Donnarumma, la Roma è comunque lontana dall’avere un portiere affidabile al 100%, che a fine campionato ha portato punti.

Smalling, riscattato dal Manchester United dopo una telenovela estiva, non ha ripetuto la scorsa stagione, prima fermato da un problema al ginocchio e adesso in difficoltà con la difesa a tre. Abituato alla linea a 4, l’inglese non ha nella costruzione dell’azione il suo punto di forza.

Fonseca punta quasi sempre sui tre tenori: Dzeko 34 anni, Pedro 33 e Mkhitaryan 31. La mossa ha un senso contro le «piccole», regolarmente battute con la qualità enorme del trio, però contro le “big” il centrocampo va in sofferenza.

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