Roma, la rivoluzione allo stadio «La tribuna Vip si deve pagare»

di Redazione, @forzaroma

(Corriere della Sera – L.Valdiserri) Lo slogan — molto populista — è già pronto: da oggi i politici in tribuna devono pagare il biglietto. Vero, ma parziale. In realtà il restyling voluto dalla As Roma per lo stadio Olimpico  parte dalla famigerata «tribuna vip» ma si estende a tutti i settori dello stadio «perché — come dice il direttore marketing e commerciale, ChristophWinterling — non possiamo dare trattamenti diversi ai nostri tifosi, semmai cercare un servizio ad hoc per ogni tipologia di spettatore».

 

Non c’è dubbio, però, che la novità più clamorosa si chiami«Tribuna Autorità Centrale 1927», dalla data di fondazione della società giallorossa: 300 posti alla non modica cifra di 8.500 euro (in abbonamento), già venduti per il 75 per cento. Cosa offrono? Poltrona riscaldata, touch screen interattivo, spazio esclusivo per poter vedere da vicino i giocatori nel prepartita e pasto (o cena) nel ristorante riservato all’interno della cosiddetta area premium. C’è poi una soluzione leggermente meno costosa (6.000 euro): la tribuna Autorità destra e sinistra (6.000 euro) per un totale di altri 300 posti, venduti per l’80%. C’è una nuova zona per i soci (clienti business che usano la zona Premium), uno spazio solo per gli sponsor (palchi centrali e tribuna d’onore cen- trale), aziende e semplici clienti che vogliono vivere un’esperienza esclusiva allo stadio.

 

I posti per queste nuove iniziative sono stati «liberati» dalla nuova convenzione che la Roma ha sottoscritto con il Coni, proprietario dell’impianto. In passato erano 1.350 i posti riservati agli omaggi (900) e alle cosiddette tessere di servizio. Adesso i posti a di sposizione del Coni sono 400: 120 nella nuova tribuna autorità e gli altri distribuiti tra la tribuna d’onore e la tribuna Monte Mario. La Roma ha a sua volta a disposizione un numero di biglietti per gli «inviti» della società, gestiti di volta in volta. Il problema non era soltanto rispondere alle richieste dei politici, ma soprattutto gestire quelle che si allargavano anche ai parenti o alle «scorte». All’estero — spiegano alla Roma — non è uno status symbol avere un biglietto nella migliore zona dello stadio, ma lo è comprarlo. Sono altre le società che si sono accodate alla lotta al biglietto omaggio: Fiorentina e Pescara tra le prime.

 

Ma il fiore all’occhiello della nuova gestione dello stadio Olimpico è il settore «distinti famiglie». Prezzi modici (con 36 euro, a Roma-Catania, entravano un genitore e due figli) e una serie di trovate (come il giocatore che firma autografi e si fa fotografare insieme ai bambini nel prepartita, domenica scorsa era lo squalificato Mattia Destro) per divertire i piccoli tifosi e renderli ancora più fedeli sia alla Roma che al suo merchandising. Ben pochi erano quelli, nel settore, con maglie «taroccate» e non ufficiali, uno dei grandi problemi delle società di calcio italiane, poco protette nella tutela dei prodotti originali.

Tutto perfetto? No. Le file per biglietti e abbonamenti ci sono ancora (vedi Roma-Aris Salonicco e anche Roma-Catania). La possibilità di comprare i biglietti on line — politici e non — sarà la prossima frontiera.

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