Radio private senza calcio, ma microfoni sempre aperti

Studi vuoti per il virus: un solo speaker e collegamenti via Skype

di Redazione, @forzaroma

Mai come in questo periodo, la radio sta entrando nelle case di tutti, anche di chi la fa: la tecnologia al tempo del coronavirus ha svuotato gli studi e gli editori delle tante emittenti che trasmettono quotidianamente parlando di Roma e Lazio dall’alba a notte fonda si sono allineati alle misure di prevenzione della diffusione del contagio. Regole di base per tutti: un solo speaker dietro il microfono, ambienti sanificati più volte al giorno, liquido igienizzante all’ingresso, guanti e mascherina. E per chi non è in studio, la via d’uscita è Skype. Nelle radio – come racconta ‘Il Corriere della Sera’ – di questi giorni c’è tutto: dibattito calcistico ma anche intrattenimento e servizio pubblico. Si passa da un collegamento di prima mattina con Carlo Verdone o Alessandro Borghese alle parole serali di medici o di Antonio Di Maggio, comandante della Polizia Locale. Frequente, per chi trasmette nella fascia delle 18, l’interconnessione con la conferenza stampa della Protezione Civile per il bollettino quotidiano sui numeri della pandemia.

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