Petrachi vuole restare, ma ha perso tutti i poteri: conta solo il campo

La Roma congela il caso: si deve pensare al campionato. L’addio però resta sicuro

di Redazione, @forzaroma

Parola d’ordine: ogni pensiero va al campo e solamente al campo. La Roma prova a congelare l’ultima polemica in ordine di tempo: la rottura, peraltro definitiva, tra il presidente James Pallotta e il d.s. Gianluca Petrachi, scrive Luca Valdiserri sul Corriere della Sera.

Ancora una volta il lavoro di mediazione tocca al Ceo Guido Fienga, che ieri si è incontrato con Petrachi a Trigoria. Il d.s. ha manifestato la volontà di andare avanti in giallorosso – è legato fino al 2022 da un ricchissimo contratto da un milione e 200mila euro netti a stagione, più bonus a rendimento -, spiegando i motivi che hanno causato le divergenze con la proprietà. Petrachi si sente limitato nei suoi poteri e non ha gradito che, nelle anticipazioni dell’intervista del sito del club a Pallotta, non fosse stato nominato insieme a Fienga e Zubiria.

Per questo ha inviato al presidente un messaggio suicida. Petrachi è riuscito nell’impresa di mettersi contro presidente, allenatore e giocatori. Può restare ancora a Trigoria, magari fino al termine del campionato, ma senza più nessun potere. La dirigenza “italiana” vuole far calare la temperatura, cercando una via di uscita che non scateni un nuovo polverone.

 

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