Perché tutti vogliono un Re Travicello?

Tavecchio non è il male del calcio. Il male del calcio si cela dietro di lui.

di finconsadmin

Sperduti in massa nelle foreste dialettiche di Tavecchio, ci siamo dimenticati di capire che il nemico non è lui. Tavecchio è un buon presidente di Lega dilettanti, ha 71 anni ed è chiaramente inadeguato non solo a rinnovare una delle più grandi aziende italiane, ma anche a rappresentarla in campo internazionale, uno dei compiti più assidui di un presidente federale. La vera domanda è un’altra: perché allora tutte le società d’Italia, tutte, da quelle di parrocchia alle grandi di serie A, vogliono che sia lui a comandare? Il documento di rifiuto presentato giovedì da 9 società di A è molto duro e ha molta forza politica, ma resta una minoranza perfino all’interno di quello stesso movimento.

È chiaramente un invito, un trampolino verso altre firme, ma per adesso ha reso un solo servizio: ha dichiarato inadeguato anche Albertini, l’avversario di Tavecchio, nella speranza che in mancanza di candidati il Coni trovi la forza di portare un commissario. Credo che l’azzeramento dei candidati sarebbe non un inizio di soluzione, ma almeno la fine degli errori. Nemmeno Albertini ha mai dimostrato molto da dirigente federale e nemmeno nel suo programma elettorale. Torna allora la prima domanda: perché si combatte sul niente da quasi due mesi? Chi tira le fila di questa danza sulla cenere? Perché Lotito è scatenato e onnipresente nella difesa di Tavecchio? È semplice amore o cerca qualcosa? E cosa? La gaffe di Tavecchio è polvere rispetto agli interessi che si giocano alle sue spalle. Nessuno si preoccupa davvero delle qualità di Tavecchio, tutti amano perdutamente un re Travicello. Perché avere un capo forte? Questa è la vera battaglia delle grandi società che stanno con Tavecchio e che sono già quelle che controllano la Lega:

avere in mano la Federazione e comandare la Lega, con il risultato di gestire il calcio professionistico in libertà. Non farsi dettare regole da nessuno, trasformare il calcio secondo convenienza. Quindi controllo dei campionati, numero di squadre, numero di stranieri, controllo del mercato e della nazionale, facilitazioni di molti generi e in qualunque direzione possano portare affari. La lettera delle 9 società contro Tavecchio è la vera ufficializzazione di una lotta interna al gran mondo della A per egemonizzare il calcio. Tavecchio forse non lo sa nemmeno. E comunque non potrebbe spiegarlo.

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