Malagò: “Il calcio deve fare i conti con il virus, l’agenda la detta il governo”

Malagò: “Il calcio deve fare i conti con il virus, l’agenda la detta il governo”

Il presidente del Coni: “Al momento non ci sono certezze. Ma lo sport italiano nel suo complesso si è comportato in maniera perfetta tranne qualche eccezione che conferma la regola”

di Redazione, @forzaroma

Il presidente del Coni Giovanni Malagò ha rilasciato un’intervista al “Corriere della Sera” in cui ha parlato del rinvio delle Olimpiadi e di come le singole organizzazioni stiano accompagnando questo momento difficile a livello mondiale e a livello sportivo. Ecco uno stralcio delle sue parole.

Lo sport italiano come ha accompagnato questo momento?
Nella stragrande maggioranza si è comportato in maniera perfetta. Le eccezioni ci sono state e non poteva essere altrimenti, ma confermano la regola.

Il calcio ha cantato fuori dal coro mostrandosi litigioso come sempre.
Ho contatti frequenti con il presidente Gravina che mi tiene aggiornato su tutto e per questo lo ringrazio. È chiaro che stiamo parlando di un mondo a parte e mi riferisco alla Serie A che deve affrontare situazioni economiche diverse da tutte le altre realtà. Credo che giocherà la sua partita e io non posso fare altro che rispettarla.

C’è qualche presidente che vorrebbe chiudere qui la stagione.
L’organizzazione dei campionati per statuto spetta alla Figc che poi si affida alla Lega. Il calcio, come l’Olimpiade, deve fare i conti con il virus. L’agenda la detta il governo. E al momento non ci sono certezze.

Oggi in Giunta interverrà il ministro Spadafora.
Lo ringrazio per la sua disponibilità e pazienza. Conosce le nostre problematiche e ascolta volentieri. Sono contento del rapporto che abbiamo stabilito.

Slittando l’Olimpiade di un anno, si dovrebbero prolungare le cariche al Coni e nelle varie federazioni.
Ho ricevuto molte telefonate sull’argomento. La carta olimpica è chiara, ma non posso dimenticare che c’è anche una legge dello Stato. Il mio approccio sarà laico: spero che sia così per tutti. La decisione spetta al ministro Spadafora che non si farà condizionare.

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