Maglie, più tradizione e meno invenzioni. La serie A riscopre la sobrietà

La Roma sfoggia un inserto scuro su maniche e spalle, richiamo alle armature dei centurioni. La Juve si rifà a quelle dei tempi di Platini. Alla Fiorentina il premio del club più vintage

di Redazione, @forzaroma

Anno nuovo, maglie nuove, con una tendenza in atto: recuperiamo la tradizione. Il segnale forte lo ha dato l’Inter che, dismesso l’avventuroso gessato, è tornata alle tanto invocate righe nerazzurre. L’ispirazione è la divisa del 1990-91, anno di trionfo in Coppa Uefa, e la scelta ha fatto felice i tifosi. Ortodossa pure la seconda maglia, che verrà presentata nel ritiro di Brunico: banda orizzontale nerazzurra in campo bianco. L’ultima volta che apparve fu l’anno della Tripletta. Ci si aiuta anche così. Sul classico si muove anche il Milan: rossonero regolare nella prima; bianca con banda orizzontale rossa e striature di nero nella seconda; la terza sarà verdona con finiture gialle, il negativo di quella ardita della stagione passata.
Rischiare sulla terza ci sta, è sulla prima che i tifosi non accettano scherzi.

 

Non li ha fatti la Juventus, che ha presentato ieri la prima divisa Adidas dopo una vita con Nike. Per gli appassionati questi non sono due semplici brand ma filosofie di vita. Ebbene, al suo esordio, Adidas sembra avere risolto meglio di come fa con il Milan l’annoso problema: integrare le tre strisce del marchio sulle spalle con quelle (disallineate) verticali. Il riferimento è il tempo di Platini, peccato per la tabella del numero bianca anziché nera. Negli esempi di prodotto mancano scudetto e coccarda della Coppa Italia, ma si comprano con la maglia. Notevole la divisa del portiere: grigia con il nero sulla parte superiore, la griffe di Dino Zoff nella sua ultima stagione con la Juventus nel 1982-83.
Rosa classico è la prima del Palermo, che osa sulla terza: verdona con numeri giallo fucsia. La Roma sfoggia un inserto scuro su maniche e spalle, richiamo alle armature dei centurioni. La chicca? Nei numeri gialli sullo sfondo sono rappresentate le bellezze architettoniche di Roma e la mappa della città, un motivo che compare anche come sfondo sulla seconda maglia bianca. La Lazio propone sul celeste un gioco di sfumature bianche in alto, la seconda sarà il suo negativo, la terza blu con l’aquila. La celeste con l’aquila, tornata l’anno scorso con un successo straordinario, resterà solo come «smoking» per le occasioni speciali, ma non in Europa: la Uefa, sempre attiva sui dettagli inutili, l’ha bocciata perché non è un logo depositato (sic!).

 

A proposito di minimal, sobrissimo l’esordio della Fiorentina con Le Coq Sportif: una maglia viola, una bianca, una blu scuro. Un disegno a sottrarre che, vista la mancanza di sponsor, consegna ai viola il premio per il club più vintage. Peccato che il pantalone nero Anni 70 a spezzare il viola intravisto l’anno scorso non ci sia per motivi scaramantici. Gli stessi che di recente hanno spinto il Napoli a rinunciare spesso alla prima maglia azzurra in nome di mimetiche, gialle o jeans. Il look 2015-16 (con la new entry RobediKappa) dev’essere ancora presentato: si parla di azzurro, grigio e blu. I tifosi napoletani, come tutti romantici conservatori, un concept alternativo ce l’hanno però pronto: prima maglia azzurra, seconda pure, terza anche.

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