Le promesse da mantenere

di finconsadmin

(Corriere della Sera – B.Tucci) Brutta in campionato, appena sufficiente in Coppa Italia, questa Lazio targata Reja riesce comunque ad arrivare ai quarti di finale, nella speranza che si possa aprire uno spiraglio per l’Europa minore.

 

Nonostante la vittoria, i guai non sono finiti. Anzi. (…) Alla fine del girone d’andata, la Roma ha 44 punti. Un record. Ha migliorato il primato di Spalletti, ha dato spettacolo, ha divertito le sue migliaia di tifosi. Insomma, un «bravo» Rudi Garcia lo merita, se non altro perché è stata una sorpresa. Se la Juve non fosse diventata uno schiacciasassi, a Trigoria si potrebbe parlare di mediascudetto. Ma così non è, visto il cammino dei bicampioni d’Italia. I tifosi possono essere felici? Certamente sì. Nessuno, all’inizio del campionato, si sarebbe aspettato un exploit del genere.

 

È vero che l’appetito vien mangiando e che, dopo dieci giornate, la Roma aveva cinque punti di vantaggio sulla Juve, ma lo è anche che, alla resa dei conti, i giovanotti di Conte si sono dimostrati più forti e più preparati psicologicamente. Ora si deve difendere con i denti quel secondo posto che dà diritto di entrare in Champions League senza i preliminari. Non sarà una passeggiata, visto che ilNapoli è a -2 e la Fiorentina è sempre in agguato. Concentrazione: è questo il sostantivo che non si deve mai dimenticare. Si dice a ragione che il campionato si vince (o si perde) nei mesi invernali, da gennaio a metà marzo. Il traguardo della Roma è l’Europa che conta. Nei 60 o 70 giorni che mancano alla primavera, Garcia si gioca quello che ha promesso ai sostenitori romanisti. Non deve deluderli.

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