La Roma sotto processo: coperta corta, umore nero e la sindrome da trasferta

Preoccupano la mancanza di continuità e il peggioramento dei rapporti interni

di Redazione, @forzaroma

Sei vittorie su sei all’Olimpico e un rendimento in trasferta che non porterebbe nemmeno in Europa League: Dottor Roma e Mister Hyde rende l’idea, scrive Luca Valdiserri sul Corriere della Sera.

Nelle prime 13 giornate del campionato scorso Garcia aveva ottenuto un punto in più di Spalletti: 27 a 26. Più che i risultati – il campionato è ancora lungo e stanno per arrivare i confronti diretti contro Lazi0, Milan e Juve – preoccupano la «coperta corta», la mancanza di continuità e il peggioramento dei rapporti interni.

Manolas, ad esempio, non può essere contento di guadagnare meno di Juan Jesus. È una semplice questione di meritocrazia. Rudiger e Strootman, a Bergamo, sono rimasti in campo 95’ anche se non ce la facevano più. Andrebbero gestiti diversamente. Ma Luciano Spalletti può farlo?

I tre cambi di Bergamo sono stati pessimi, ma è sconvolgente che l’Atalanta abbia più panchina della Roma. Una panchina dove siedono fissi Alisson (8,3 milioni), Gerson (18,9) e Iturbe (26,1). Un totale di 53,3 milioni per un utilizzo totale in campionato di 57 minuti. Fa quasi un milione ogni 60 secondi. La ragion di stato ha costretto Spalletti a dire che Paredes è più forte di Pjanic, anche se il tecnico avrebbe voluto Diawara, a costo di vendere l’argentino.

 

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