La Roma rischia, Spalletti carica: «Dobbiamo essere come la Juve»

A Bergamo i giallorossi affronteranno una partita insidiosa e cercheranno di restare in scia dei bianconeri

di Redazione, @forzaroma

«Per puntare alla Juventus dobbiamo essere come i bianconeri, vincere le stesse partite e avere gli stessi obiettivi». I giallorossi, qiest’oggi a Bergamo, dovranno dimostrare di aver fatto il salto di qualità richiesto per colmare il «gap» e restare attaccati ai bianconeri fino a Natale. «Loro sono criticati perché non giocano bene, ma quando lo faranno saranno ancora più forti. Noi per vincere abbiamo bisogno di essere bellissimi, loro ci riescono senza esserlo, ma con le giocate dei singoli. Per mirare ai bianconeri, dobbiamo essere come loro, cogliere l’attimo». La gara di oggi proprio per questo, sarà importantissima. «L’Atalanta è la rivelazione del campionato, lo dimostrano i numeri e il gioco che esprime. Dovremo combattere, sono bravissimi nei duelli individuali, danno sempre il massimo: dobbiamo rispondere respiro dopo respiro e siamo pronti alla battaglia». Recuperati Strootman e Nainggolan, convocato Paredes, non ce l’ha fatta Francesco Totti, a causa del solito problema muscolare.

Davanti ci sarà ancora Dzeko, in difesa rientrerà Manolas e c’è il dubbio del modulo: con Ruediger spostato a sinistra (e Fazio centrale) sarà difesa a tre, con Juan Jesus a quattro. Di sicuro ci sarà Bruno Peres, bacchettato dal tecnico per l’incidente in piena notte della scorsa settimana. «Lui era più dispiaciuto di me, ma qualcosa gliel’ho detta: abbiamo la responsabilità dell’immagine della Roma e non possiamo farci beccare in questi atteggiamenti». Come scrive Gianluca Piacentini su ‘Il orriere della Sera’, non è mancato il discorso sul futuro del tecnico giallorosso che ha il contratto in scadenza il prossimo 30 giugno. «C’è anche la mia valutazione da fare, ma credo che per stare alla Roma bisogna fare i risultati. A volte la società ha fatto contratti lunghi ad allenatori che poi ha dovuto mandare via, io li voglio aiutare a non sbagliare. Non è corretto dire che dopo 12 partite abbiamo già raggiunto un risultato, un giudizio va dato all’ultimo, nel frattempo la società deve organizzarsi, cominciare a guardare i calciatori. Il mio ruolo dipenderà dalla squadra, dai risultati, ma la Roma è in crescita continua, anche fuori dal campo».

 

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