Il tecnico studia i motivi del blackout, ormai una costante dalla scorsa stagione. Ma la squadra mostra di essere cresciuta. Il Genoa è una gara chiave

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Svilar no stop: prosegue il recupero in Belgio. Mile si allena con il tutore al piede

Se pensate che ieri Gian Piero Gasperini abbia fatto provare e riprovare i calci piazzati alla squadra, siete fuori strada. Non l'ha fatto. Perché - scrive Davide Stoppini su Il Corriere della Sera - non c'è nulla da spiegare ai giocatori, dopo una gara come quella di mercoledì, che non sappiano già: conoscono i loro errori, è maggiore il rischio di restare lì con la testa, rispetto al vantaggio di risolvere il problema dell'attenzione, perché di attenzione si parla. Il Genoa assume allora un significato tutto particolare, un'importanza assai maggiore rispetto ai tre punti che mette in palio. C'è in ballo l'entusiasmo. E la Roma - questa squadra, questo gruppo di giocatori — vive di entusiasmo. Quando la squadra lo perde non riesce a mettere a freno la paura. Gli otto minuti che neppure a disegnarli al contrario sarebbero venuti fuori così brutti sono solo l'ultimo episodio. Il riferimento l'ha fatto lo stesso Gasperini a fine partita: "Se abbiamo il braccetto? Probabilmente sì, siamo vulnerabili". È lì che l'entusiasmo si trasforma in paura. Ed è lì che Gasperini lavorerà per migliorare. La Roma è su un gradino superiore, se si trova a ragionare di rimpianti dopo risultati (due su tre) e prestazioni (tre su tre) positivi contro avversari di livello simile o superiore al suo. Ci si può domandare: alcuni cali di concentrazione/attenzione/entusiasmo sono figli anche dell'eccessivo dispendio di energie mentali dovute al tipo di calcio di Gasperini? E possibile. semmai, è un motivo in più per correre ai riparti sul mercato di gennaio e aggiungere quelle due pedine mancanti che non sono arrivate in esta-te.

gasperini Torino FC v AS Roma - Serie A 2026/27

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