La rivoluzione di velluto dei Friedkin

Dan e Ryan sono pronti a cambiare in profondità la Roma, ma vogliono farlo con i loro tempi

di Redazione, @forzaroma

La rivoluzione, se verrà, non sarà fatta con il pugno di ferro, scrive Luca Valdiserri sul Corriere della Sera.

I tempi tra la nuova presidenza Friedkin e il “trainager” Ralf Rangnick non coincidono ed è per questo che il tecnico tedesco ha rilasciato un’intervista al quotidiano spagnolo El Pais in cui ha detto di non stare trattando con la Roma e che sogna un futuro in Inghilterra o in Germania, in una squadra subito in lotta per il titolo. In realtà Rangnick avrebbe sposato volentieri anche un progetto a lunga gittata, ma solo alle sue condizioni. E cioè con un contatto diretto sempre e solo con il proprietario, come era successo nella sua esperienza con le squadre Red Bull (Salisburgo e Lipsia) dove gli bastava alzare il telefono per parlare con il boss Mateschitz. Con Rangnick non era ipotizzabile un attacco vicino ai 100 anni come quello Dzeko-Mkhitaryan- Pedro che sta invece giocando con profitto nella Roma attuale.

I Friedkin sono pronti a cambiare in profondità il club, ma vogliono farlo con i loro tempi e, probabilmente, con una struttura che non sia mano quasi completamente a una sola persona. In moltissime delle sue attività, Dan Friedkin ha scelto direttamente alcuni uomini di sua assoluta fiducia ma ha anche cercato un radicamento sul territorio. Per questo, insieme alla candidatura di Emenalo, ex Chelsea, resta viva anche quella di Berta.

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