Il fuorigioco cambia e diventa una rarità

di Redazione, @forzaroma

(Corriere della Sera – Paolo Casarin) Ogni modifica alla regola del fuorigioco ha determinato, fin dalle origini del calcio moderno, variazioni importanti nello svolgimento tattico di una partita. Nel passato (anno 1925), la modifica fu rivoluzionaria per l’assetto delle squadre in campo; dal 1991 si sta procedendo, invece, per tappe alla riduzione della punibilità di un attaccante sistemato dietro alla linea della difesa. Si potrà passare di conseguenza da un calcio con 20 fuorigioco per gara come all’inizio degli anni Novanta allo zero del prossimo futuro.

 

Per giustificare l’esistenza della regola, continuerà a essere punito il «calciatore di frodo» (definizione inglese), cioè il giocatore che dietro alla difesa ribatterà in gol la respinta dal portiere o di un avversario oltre, ovviamente, ai gol segnati in fuorigioco da un attaccante raggiunto direttamente dal passaggio di un compagno. Da adesso anche gli assistenti dovranno modificare i loro meccanismi mentali e curare la reattività dei loro movimenti con la bandierina, tenuto conto che potrebbero passare quasi 70 minuti per il primo fuorigioco della gara, vedi Verona- Milan di sabato, oppure 65’ per dovere annullare il gol di Costa della Sampdoria per fuorigioco attivo. In precedenza, il bravo Dobosz aveva colto in fuorigioco Vucinic al 44’ p.t.; nessun intervento è stato richiesto all’altro assistente, Bianchi, sempre in Samp-Juve. Calvarese ha diretto Verona- Milan con discreta capacità, controllando bene il gioco a metà campo. Trascurati invece i falli, all’interno delle aree di rigore, ai danni di Toni e Balotelli: le cadute rovinose dei due attaccanti possono aver frenato il fischietto di Calvarese. Banti ha ben diretto Sampdoria- Juventus, intervendendo con sapienza sui molti falli a centrocampo. I provvedimenti di ammonizione sono stati equamente distribuiti, mentre l’espulsione diretta di Castellini, per entrata bassa in ritardo su Lichtsteiner, può apparire eccessivamente severa. Probabilmente il designatore Braschi ha chiesto agli arbitri di essere più severi, rispetto allo scorso campionato, sui falli così pericolosi e/o violenti.

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