Il punto nodale della Roma non è il rendimento di Lukalu e Dybala, ma quello di chi sta in campo con loro
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La Roma dipende da Lukaku e Dybala, affermano con tono accusatorio variegati addetti ai lavori e consolidati addetti ai livori. E qual è la notizia? Che due giocatori di una categoria superiore determinano l'andamento della loro squadra? Normale, scontato, scrive Mimmo Ferretti su Il Corriere della Sera. Con Lukaku e Dybala è tutta un’altra Roma. Certo, ovvio: sono Lukaku e Dybala, non due ragazzini presi in prestito dalla Primavera. Perché sorprendersi? Se mai, si dovrebbe indagare e discutere sulla scarsa incidenza che diversi (troppi...) loro colleghi stanno avendo sulle fortune della Roma. Giovani e meno giovani perennemente in rampa di lancio, ma mai capaci di spiccare il volo; professionisti tecnicamente balbettanti e mai migliorati, anzi; personaggi dal fisico precario.
Il punto nodale, in sostanza, non è il rendimento di Lukalu e Dybala, ma quello di chi sta in campo con loro. E di conseguenza il gioco della squadra. Fin quando soltanto i due singoli Lukaku e Dybala saranno protagonisti, non sarà mai una grande Roma. Vietato affidarsi ad alibi preventivi. Stasera a Torino, poi giovedì in casa del Genoa quindi l'impegno all'Olimpico domenica prossima contro il Frosinone: una settimana chiave per scardinare la porta delle ambizioni. Non sarà facile, ma neppure impossibile riuscirci.
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