Anche a Verona guida l'olandese: con lui la media gol è schizzata a una media gasperiniana. E la Roma ride: Koné recupera
Roma, la lungimiranza di una scelta che può portare lontano
Donyell vuol dire fattore, in lingua olandese. È una specie di manifesto, l’attaccante. Ti racconta che sul mercato di gennaio si possono comprare giocatori che risolvono problemi. Oppure che un giocatore da solo, sì, può cambiare il profilo di una squadra. E anche che, in prospettiva, alla Roma per lottare stabilmente lassù, proprio al vertice del campionato, non mancano chissà quanti ingredienti, forse un paio di pedine del livello di Malen (al netto delle cessioni, ovviamente). Trovarle non è semplice, ma si può fare. Con Malen, in campionato, la Roma è passata - scrive Davide Stoppini sul 'Corriere della Sera' - dal segnare 1,2 gol di media a partita a metterne dentro 1,94. Contano i contesti, nei ragionamenti, altrimenti Emery all’Aston Villa sarebbe da considerare un pazzo ad aver rinunciato all’olandese a gennaio. È "bastato" inserire l’attaccante per avvicinare la Roma di oggi all'Atalanta di Gasperini. Ovvero una squadra che, tolti i due campionati chiusi con 98 e 90 gol, ha sempre portato a termine la serie A con medie gol simili a quella che la Roma ha tenuto con Donyell, ovvero dalla 21° giornata fino ad oggi. Logico che ci sia la sua firma sulla volata Champions, allora. Ora manca l’ultima stazione. E la giornata di ieri ha confermato l’ottimismo intorno a Koné: il francese si è allenato in gruppo e a Verona ci sarà. Potrebbe essere la sua ultima partita con la Roma, ma questo è un altro discorso.
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