Di Francesco: “Un mercato da odiare, spero tanto che non incida”

Il tecnico: “Ho cercato di alzare l’attenzione dei nostri calciatori, la loro professionalità, il senso di appartenenza verso questo club”

di Redazione, @forzaroma

Quando sei un campione, lo sei per sempre. C’è aria da funerale intorno alla Roma, dopo il dicembre nero (per i risultati) e il gennaio del terrore (per le cessioni). Francesco Totti, alla stazione Termini, guarda Dzeko: “Questo treno va a Londra?”. Edin ride: “No, non ancora”, come riporta Luca Valdiserri sul Corriere della Sera.

Inter-Roma è una semifinale. Napoli e Juve hanno un altro passo. Restano tre concorrenti per due posti e la Lazio sembra più in forma sia dei nerazzurri che dei giallorossi. La Roma arriva allo spareggio con un punto nelle ultime tre giornate, l’ottavo attacco del campionato e un mercato dove è già partito Emerson e dovrà seguirlo uno tra Dzeko e Nainggolan. Una situazione esplosiva per chi, a inizio dicembre, era in corsa per lo scudetto e, a febbraio, affronterà lo Shakhtar Donetsk negli ottavi di Champions. Di Francesco fa buon viso a cattivo gioco: “Le voci di mercato possono influire sui giocatori? Mi auguro di no, ma ho cercato di alzare l’attenzione dei nostri calciatori, la loro professionalità, il senso di appartenenza verso questo club. Il mercato è un periodo odiato dagli allenatori, il giocatore lo vive in maniera differente”.

Perotti e Gonalons non sono stati convocati per problemi muscolari, De Rossi è più fuori che dentro. Probabile che il regista lo faccia Strootman. Defrel è tra quelli che non guariscono mai e a Schick è stato riservato un’altra volta il trattamento Full Metal Jacket: “Non è libero di testa, deve ritrovare la condizione e se stesso”. Amen.

 

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