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Brividi e rimonta. La Roma è quarta

LaPresse

Con la Spal vittoria pesante per la Champions

Redazione

Per descrivere parecchie vittorie, Giovanni Trapattoni usava una frase sintetica: chi vuole il balletto, vada alla Scala. Può valere anche per la Roma di ieri, non brillante e fortunata in occasione dell’autogol di Tomovic: lo spettacolo è stato poco ma restano tre punti pesanti nella corsa Champions, visto lo scivolone dell’Atalanta a Bologna e l’inabissarsi del Titanic Napoli. La produzione c’è stata — 25 tiri, 10 nello specchio della porta —, la qualità meno, scrive Luca Valdiserri sul "Corriere della Sera".

La Spal non è ultima per caso. È andata in vantaggio, nel finale del primo tempo, perché Kolarov ha stoppato male un pallone in area e non si è accorto dell’arrivo di Cionek, che ha poi falciato incautamente. Una specie di autogol, mentre autogol vero è stato quello di Tomovic, all’8’ della ripresa, su un tiro di Lorenzo Pellegrini che non avrebbe creato problemi a Berisha. È stata una gara decisa dagli episodi, perché anche il 2-1 è arrivato per un errore grave di un difensore: in questo caso Vicari, che ha sgambettato Dzeko in area, quando il bosniaco era spalle alla porta. Perotti non ha fallito il rigore del 2-1 e Mkhitaryan, appena entrato dalla panchina, ha chiuso la gara sul 3-1 proprio come aveva fatto a Verona contro l’Hellas.

Nella ripresa, soprattutto dopo l’1-1, la Roma ha alzato i ritmi e la grande differenza (23 punti) si è fatta sentire. Il problema è rimasta la scarsa qualità della fase difensiva: le assenze di Smalling e di Mancini si sono fatte sentire. Contro un avversario più performante della Spal sarebbero stati problemi seri. Bello, nel finale, l’abbraccio di tutta la squadra a Florenzi, che ha servito l’assist del 3-1, e che potrebbe aver giocato la sua ultima all’Olimpico: il prestito alla Fiorentina è vicino.