Le parole di giornalisti ed ex calciatori sulla Roma

Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d'Italia. Una pluralità di stazioni che fungono da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche:

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Ugo Trani (Tele Radio Stereo - 92.7): "DS? Secondo me è un po' più difficile Paratici, non solo per il viaggio in America per vedere la famiglia Commisso, che farà dopo la partita, ma perché è la soluzione più complicata. Poi D'Amico è un profilo che va benissimo all'allenatore, per cui penso che sia quella la strada. Sui discorsi di mercato credo sia inutile buttarsi perché ora andiamo solo a caso. Gli acquisti titolari partono da 3, ma se vendi Koné non lo fai per avere i soldi per un attaccante. Nel momento in cui esce, devi andare a prendere uno che vale come lui se non di più. Koné per me non è un fenomeno e con Ederson al suo posto si farebbe un salto di qualità enorme. Quei tre devono arrivare per forza, che siano Greenwood più Zirkzee e Carlos Augusto o altri nomi. Chiedete a Gasperini se è stato contento che Koné abbia saltato il derby... Mancini non sta bene, ma ha già detto che vuole giocare domenica. Koné ha deluso molto Gasperini per quello che è successo l'altra settimana e non sono sicuro che sarà titolare domenica, è più probabile che giochi El Aynaoui. Per ora la verità è che ti hanno offerto 30 milioni per lui. Sacrificio Svilar? Non escludo niente. È l'offerta che fa il mercato, perché sistema subito le cose, ancor di più con la Champions. Con la Champions, nel momento in cui ti basta vendere un solo pezzo e lo vendi ad alto prezzo, poi non tocchi niente, avrai piccole cifre che entreranno coi giocatori che hai in giro e ti scateni dopo il 30 giugno".

Antonio Felici (Tele Radio Stereo - 92.7): "Sacrificare Koné e prendere Mandragora insieme a Greenwood e Garnacho? Se devo rinunciare a Koné, penso serva qualcosa in più di Mandragora Buon giocatore, ma Koné è un'altra cosa. Anche se il calcio di Gasperini è offensivo, fatto di uno contro uno con tutti che vanno avanti, però hai anche bisogno di chi faccia 'legna' a centrocampo. È vero che Koné segna poco, però a centrocampo è tanta roba. Se vai in Champions, per Greenwood devi chiudere in una settimana, non puoi aspettare".

Lorenzo Pes (Tele Radio Stereo - 92,7): “Saud penso resterà al Lens, non credo che nei progetti di Gasperini sia quello di farlo tornare. Il nuovo ds penso che sarà il primo annuncio dopo Verona-Roma. Io penso che la candidatura di D’Amico sia quella più consistente, Tognozzi sembra destinato alla Juve. Su Sogliano avrei dubbi sul metterlo insieme a Gasperini perchè mi sembra un direttore sportivo vecchia maniera che impone le sue idee. Se vuoi un ds più aderente con le idee del tecnico, rischi di fare un altro patatrac”

Piero Torri (Radio Manà Manà Sport - 90,9): “Per la Roma, la gara di Verona è la più importante in campionato degli ultimi anni. Spero che i giocatori riescano a sentire meno pressione. Davanti mi aspetto Soulé e Dybala, perché si tratta di una partita da vincere. Gioca Rensch al posto di Wesley? Speriamo sia decisivo come a Parma. La Roma è attualmente quarta perché se lo merita e la Champions è il giusto premio”.

Nando Orsi (Radio Radio Mattino - 104,5): “Ok Gasperini, ma i giocatori vanno in campo e loro devono essere la garanzia. La squadra deve capire che le parole servono a poco, dopo otto anni c’è una possibilità così importante e non si può cadere ora. Dopo l’addio di Ranieri, ho l’impressioni che Gasperini e la squadra siano più tranquilli”.

Roberto Pruzzo (Radio Radio Mattino - 104,5): “La Roma deve fare due gol nei primi quindici minuti e chiudere subito la gara. Non credo che l’addio di Ranieri abbia dato più tranquillità alla squadra, c’è stata una concatenazione di eventi. Una volta raggiunta questa Champions, credo che sia opportuno rendersi conto di dover migliorare la squadra. Finché fai la Conference e l’Europa League, puoi anche barcamenarti. Ma per la Champions non c’è via d’uscita, bisogna avere una squadra in grado di competere. È d’obbligo che qualche titolarissimo di quest’anno si accomodi in panchina o cambi squadra”.

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