Verona-Roma 1-3 LE PAGELLE Gervinho: Don’t worry, be happy. A Totti basta un quarto d’ora. Maicon, scomessa stravinta

di finconsadmin

(di Francesco Balzani – ForzaRoma.info) La Roma non si lascia sfuggire la ghiotta occasione di mangiare due punti. A portarla sull’altare a quota 50 è ancora Gervinho mentre il certificato DOC arriva da Totti. Stanchezza evidente a centrocampo (colpa anche del campo) mentre in difesa gara coi fiocchi degli esterni. Malino Destro e Castan, ma non malissimo.

 

DE SANCTIS 6: Subisce un solo tiro in porta degno di nota, ma è troppo angolato e veloce per far sì che esca dal campo coi guanti sporchi dal fango del Bentegodi. Forse un po’ in ritardo, ma gli si può perdonare. Per il resto si prende il sole tiepido di Verona limitandosi a una parata centrale su un bolide di Halfredsson e a un intervento nel finale.

 

 

MAICON 7: Da orafo esperto conosce il peso aureo di certe partite. Dosa al meglio forza e concentrazione, discese e risalite, urla e complimenti. Va anche vicino al gol nella ripresa. Era una scommessa? Beh si può dire che la Roma l’ha vinta con mesi d’anticipo. Passare in cassa ritirare, grazie.

 

 

BENATIA 6,5: E’ la base del triangolo difensivo, il boss della cricca più imbattuta d’Europa. Anche stavolta prende Toni e i suoi oltre 100 gol in serie A, lo imbavaglia e lo lascia in cantina senza versare nemmeno troppo sudore. A fine partita quasi chiedeva: tutto qui? Troppo facile per lui.

 

 

CASTAN 5,5: Va bene che Iturbe potrebbe diventare un alleato a giugno, ma regarargli il pallone che vale il pareggio è un po’ troppo. Errore che poteva rivelarsi pesantissimo all’interno di una partita giocata con un po’ d’affanno eccessivo. Nel finale di testa fallisce il colpo del ko.

 

 

TOROSIDIS 7: Garcia lo promuove a tutti gli effetti e il Toro di Tracia non si fa trovare impreparato neanche stavolta. Con diligenza e giusta sfrontatezza bagna di sangue e sabbia la sua arena (inedita) a sinistra concedendo solo le briciole a Romulo e compagni.

 

 

NAINGGOLAN 6: Un piccolo passo indietro rispetto alle ultime tre apparizioni. Colpa della stanchezza e di un Halfredsson in versione vulcano islandese. Il Ninja esaurisce le stelline dopo il primo tempo beccandosi anche un giallo che gli costerà il Parma. Non commette però errori da matita rossa.   (59’ Pjanic 6: Un po’ troppo lezioso in alcuni frangenti, ma entra lui e la Roma fa due gol)

 

 

DE ROSSI 6: Butta al mare palloni neanche fossero briciole per i pesci, ma in difesa è il solito Piranha. Capitan Futuro a Verona sfodera una gara senza acuti dopo le meraviglie di coppa. Colpa anche di un campo infame. Forse ci siamo abituati troppo bene.

 

 

STROOTMAN 6,5: Prima Cacciatore, poi Donati cercano di sparargli alle gambe ma il gigante di Ridderkerk resta in piedi stile Cyborg di Robocop. Con De Rossi e Nainggolan alle spalle ha la possibilità di guadagnare qualche metro. Lo fa a tratti, ma quando lo fa sono dolori.

 

 

LJAJIC 7: Secondo gol consecutivo, quinto stagionale e non solo. Il serbo prende il pennarello e segna sul muro qualche centimetro in più nel suo processo di crescita. Non che brilli particolarmente, ma quando entra in possesso di palla non commette mai errori banali e si incaponisce meno del solito negli uno contro uno. Sta maturando, merito suo e di Garcia.  (64’ Florenzi 6: Corre, non molla, fa salire la squadra)

 

 

DESTRO 5,5: Forse è colpa dell’orario mattutino, ma oggi Mattia sembrava avere ancora il segno del cuscino sul viso. Parte benino con una girata al volo che finisce centrale poi sfrutta malissimo un’invenzione di Gervinho. Nel secondo tempo si limita a fare lavoro di manovra e sacrificio. Un po’ poco per uno con i suoi mezzi. (75’ Totti 7: in un quarto d’ora fa più cose di un Floccari qualsiasi in carriera. Assist per Castan, gol su rigore, recuperi difensivi e pure un cucchiaino con traversa come dessert. Immortale e anche un po’ immorale. E Piola s’avvicina, piano piano)

 

 

GERVINHO 8:  Di sera leone, di giorno pure. Dopo la magica notte dell’Olimpico l’ivoriano si ripete a Verona con un assist e un gol da fenomeno. Quando tocca il pallone dai megafoni del Bentegodi esce Dont’Worry be Happy di Bob Marley e in quanto a passaggi per i compagni ne sforna a centinaia neanche fosse a Masterchef. Oggi sembrava Suarez. Strano, indecifrabile, bellissimo Gervinho. Più unico che raro.

 

 

GARCIA 7: Certe gare la Roma del passato le avrebbe sbagliate. L’ombra dei gufi pesa anche sulla prestazione dei suoi, ma il tecnico francese è bravo a dosare ritmi e cambi. Ne esce una squadra meno brillante rispetto alle ultime due uscite in campionato ma di fronte c’era il Verona dei miracoli e non il Livorno da incubo. Si sta allenando anche per il turn over da Champions del prossimo anno. Diventerà un grande? Già lo è.


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