Roma-Sassuolo 1-1 LE PAGELLE Ljajic che abbuffata di gol mangiati! De Rossi perde la pazienza solo a fine partita

di finconsadmin

(di Francesco Balzani – ForzaRoma.info) Una vera beffa per la Roma di Garcia e secondo pareggio di fila. Gara a corrente alternata per troppi elementi e un attacco che stavolta crea tanto ma spreca una marea di gol. Su tutti Ljajic, elegante ma mai cattivo sotto porta. Discreti De Rossi e Strootman, bene anche lo sfortunato Borriello, male Bradley, ancora non pronto Caprari.

 

DE SANCTIS 6,5: Nel primo tempo si inginocchia tre volte per bloccare senza ansie tre palloni sgonfi, nella ripresa è decisivo quando resta in piedi e rifila un secco no alla proposta di pareggio di Floro Flores. Cade, incolpevole, all’ultimo assalto.

 

 

MAICON 5,5: Non è quello di inizio stagione anche se il Sassuolo col povero Longhi e uno spento Missiroli da quella parte lo impensieriscono davvero poco. Più dura assorbire lo schiaffo da rosso di Berardi.  Infonde sicurezza, da coraggio ma stavolta non fa la differenza.

 

 

BURDISSO 5,5: Ringhia e si sbraccia come ai vecchi tempi. E come allora a volte gli si  appanna un po’ la vista come al 90’ su Floro Flores che per fortuna centra in pieno De Sanctis. Confuso anche nella mischia che porta al gol del pareggio di Berardi. Non è Benatia, ma è una riserva di lusso.

 

 

CASTAN 6: Rude, ma preciso. Diligente, ma mai banale. Altra prova da difensore di livello internazionale per il brasiliano.  Da applausi a scena aperta un recupero palla a centrocampo al 55’ che innesca un’azione da gol mal sfruttata a Pjanic. Capitola anche lui mani nei capelli al gol beffa del Sassuolo.

 

 

BALZARETTI 6: Si fa vedere, si fa cercare e in alcuni casi si fa applaudire da tifosi e compagni soprattutto nel primo tempo. Si abbassa nella ripresa per frenare l’avanzata del Sassuolo. Non ci riesce fino in fondo. Prova di grande partecipazione condita con qualche cross alla camomilla di troppo.

 

 

PJANIC 6: Quando tocca il pallone suonano gli angeli. La dimostrazione sul finale del secondo tempo quando dopo un paio di sombreri manda in porta Ljajic con un colpo di tacco. Centrocampista o attaccante gli cambia poco. Nel secondo tempo cala d’intensità e si fa troppo bello su una conclusione al volo che poteva essere davvero evitata e che in squadre come lo United non ti perdonano. (74’ Caprari 5,5: esordio stagionale con una paura che se lo mangia vivo. Sbaglia un contropiede che poteva risultare decisivo)

 

 

DE ROSSI 6,5: Berardi è una spina fastidiosa sotta la pianta del piede, ma Daniele ha tutti gli strumenti adatti per estirparla e gettarla tra i rifiuti beccandosi anche una gomitata. Altra diga costruita davanti la propria area con una calma apparente da far impallidire i monaci tibetani. La perde, comprensibilmente, a fine partita.

 

 

STROOTMAN 6: Tiene a bada Magnanelli e Marrone come farebbe una baby sitter con qualche pausa comprensiva e grande abnegazione. Magistrale nel controllo dei sentimenti della partita anche quando il fiato non lo assiste. Forse, stavolta, poteva essere sostituito.

 

 

FLORENZI 6,5: Cambia fascia con la stessa frequenza con la quale Scilipoti cambia partito. Al 18’ ha lo spunto vincente e da un suo tiro ribattuto da Pegolo nasce l’autogol di Longhi inietta nelle vene del centrocampista una sicurezza da giocatore consumato. Geniale un cambio campo nel secondo tempo, encomiabile il suo lavoro tra le linee. Non ha creste, tatuaggi o orecchini ma è un calciatore alla moda lo stesso. (83’ Marquinho ng: non fa nulla di che, come al solito)

 

 

BORRIELLO 6,5: La sua migliore mezz’ora in questa stagione viene rovinata da un intervento fantozziano di Magnanelli. Peccato davvero perché fino a quel momento aveva messo sottosopra la difesa neroverde con tagli pericolosi e un gran lavoro tra le linee che quasi non faceva rimpiangere Totti. Sfiga pura. (31’ Bradley 5: Appare addormentato. Poco brillante in mediana, poco deciso nel finale quando dovrebbe spazzare quel maledetto pallone. Un passo indietro)

 

 

LJAJIC 5,5. Un’abbuffata di gol mangiati. Dopo mezz’ora resta l’unica punta di ruolo in campo e può permettersi di svariare su tutto il fronte offensivo con grande eleganza e zero contretezza. Maledice Pegolo sul finire del primo tempo per un tiro velenoso sul primo palo, si lascia cadere in area con troppa leggerezza ad inizio ripresa, si mangia un gol facile al 60’, si guadagna un rigore non visto a un quarto dalla fine. Fa tanto, non sempre bene però.  Impossibile fischiarlo, ma a volte fa sfuggire qualche imprecazione.

 

 

GARCIA 6: Non vuole più passi falsi.  La sua Roma ne fa solo uno, decisivo. In perfetto stile “storia della Roma”. Una storia sfortunata, affossata da errori propri e arbitrali. La Roma non è perfetta nel gioco, sbaglia tanti, troppi gol ma è squadra con carattere. Senza punte (i maghi andrebbero chiamati davvero) e con qualche giocatore in debito d’ossigeno si inventa una squadra diversa, di rimessa e forse sbaglia a togliere così presto Pjanic dal campo.

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