Torna Grazie Roma all’Olimpico, dopo quasi 4 mesi. Una gioia infinita al termine di una gara sofferta vinta grazie alle parate di De Sanctis, ai nervi di Manolas, alle magie di Pjanic e alla corsa di Florenzi. E ora il boemo ricacci la Lazio in seconda fila.
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Roma-Napoli 1-0 LE PAGELLE: Pjanic lampi di Mirebilandia. De Sanctis torna Pirata. Manolas da vigilantes
La Roma si riprende l'Olimpico grazie a un gol del redivivo Pjanic. Il centrale greco e il portiere, ex della partita, rendono impenetrabile la difesa. Bene anche Florenzi e Nainggolan
DE SANCTIS 7,5: Unico ex in campo nel primo tempo si limita a un paio di uscite alla Indiana Jones. Nella ripresa invece è decisivo su Mertens due volte e sul colpo al volo di Gabbiadini. Provvideniale anche un’uscita nel finale. La bandiera del Pirata finalmente è tornata a sventolare.
TOROSIDIS 6: Rispetta il manuale d’uso senza provare esperimenti anche perché contro Mertens è meglio non fare i gradassi. Quando nel secondo tempo prova un paio di sortite offensive la Roma rischia il ribaltone. Quando resta in difesa, invece, fa spesso la differenza.
MANOLAS 7: Parte bene seguendo da vigilantes ogni passo di Higuain e tappando il buco dal quale poteva evadere De Guzman rischiando però il rigore. Poi dalle sue parti si sposta Mertens, e per contrastare il belga non basta il fisico.
ASTORI 6,5: L’operazione riscatto è cominciata. Il difensore a metà tra Cagliari e Roma butta più acqua possibile sulle bocche di fuoco napoletane e limita al minimo i rischi di incendio. Che la Primavera lo abbia svegliato dal letargo?
CHOLEVAS 5,5: Rischia di commettere un altro fallo di rigore ingenuo poi si annota la targa di Callejon e inizia gli appostamenti perdendosi spesso la macchina dello spagnolo. Fa quello che può con i pochi mezzi che ha. (70’ Mbiwa 6: ancora da terzino come a Cesena. Un’idea per il futuro? Per ora sembra sballata)
NAINGGOLAN 6,5: Da lo start all’azione del gol con una scivolata da Premier. Il ritmo della sua partita però non è il solito e nei duelli con De Guzman e Jorjinho arriva spesso secondo. In affanno. La cresta si rialza nel finale burrascoso quando i suoi modi bruschi risultano decisivi.
DE ROSSI 5,5: Due entrate da cattivo ragazzo su Jorginho gli costano subito il giallo che può diventare rosso al 16’ quando tocca il pallone di mano. Una spada di Damocle che condiziona il resto della partita anche se Capitan Futuro riesce a fatica a mantenere la testa sulle spalle e la linea difensiva sull’attenti. Al 94’ però che paura per un suo errore nell’area piccola.
PJANIC 7: Proprio lui, come direbbe Piccinini. All’Olimpico torna Mirebilandia come nella vittoria col Napoli di un anno e mezzo fa, come nell’ultimo successo dei giallorossi in casa con l’Inter. Il bosniaco prende in mano il gioco della Roma e lo conduce saltellando verso la fine del tunnel. Il gol è una creazione corale che lui sfrutta a porta vuota e che illumina gli occhi dei tifosi dopo mesi di buio totale. Peccato per l’esultanza polemica. Dopo tante figure barbine il silenzio nel momento del successo sarebbe l’arma migliore. Cala nel secondo tempo (forse colpa di un risentimento) ed esce tra gli applausi. (67’ Paredes 6: ci si ricorda di lui solo per un errore in appoggio e un lancio nello spazio cosmico. Garra però ne ha)
ITURBE 6: La solita dose di legnate, corsa, sacrifici e…errori. Soprattutto in fase di impostazione. Quando prende la volata però non lo acchiappa nemmeno Bolt. C’è ancora da lavorare sui nervi e sui movimenti, ma la materia grezza c’è. A una manciata di secondi dalla fine si strafoga un gol.
LJAJIC 6: Sembra ispirato come ai bei tempi, ma sbaglia l’ultima pennellata ed è costretto a buttare tela e progetto. A fine primo tempo anziché servire due compagni in mezzo prova il gol da posizione estrema. Si prende i vaffa. Nella ripresa invece il tiro se lo mette in tasca.
FLORENZI 7: Chi avesse ancora dubbi sulla sua posizione può riguardare guardare la partita di oggi. Assist a parte per il gol di Pjanic, l’esterno crea sempre superiorità numerica e mette alle corde Ghoulam e Britos. Romanista vero, col sole o con la pioggia. I polmoni non lo assistono fino al 90’. (78’ Ibarbo 6: allunga la squadra e serve Iturbe saggiamente)
GARCIA 7: Mai come oggi l’importante era vincere. E la sua Roma fa 76 settimane dopo l’ultimo big match vinto all’Olimpico proprio contro il Napoli di Benitez. Indovina tutti i ballottaggi anche se tarda i cambi e per qualche tratto si rivede una buona Roma. Nella ripresa però la sofferenza rischia di mandare al reparto di cardiologia qualche tifoso. La scintilla è arrivata, e la chiesa al centro del villaggio per ora è salva dall’incendio.
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