Roma-Milan 2-0 LE PAGELLE Garcia è l’uomo della Provvidenza, Pjanic cammina sulle acque. Balotelli: impara da Totti!

di finconsadmin

(di Francesco Balzani – ForzaRoma.info) La Roma (ri)suona la nona e si avvicina con sicurezza quasi imbarazzante a quota 90 punti.Ciò che più stupisce è la crescita esponenziale di alcuni elementi che fa venire i rimpianti per la fine del campionato. Da stella d’oro al valore Pjanic, De Rossi, Castan e Totti. Molto bene anche Nainggolan e il solito Gervinho, a corrente alternata Dodò.

DE SANCTIS 6:  Lo sponsor dei suoi guanti potrebbe fargli causa. Il fatto che non li usi quasi mai, infatti, è diventata ormai un’abitudine impressionante che oltre a rendere merito alla difesa (22° gara senza subire gol), fa capire il grande lavoro di voce di questo leader dai modi burberi.

 

 

MAICON 6,5: Constant e Taarabt sono così molli che quasi non ci crede, e così decide di non esagerare limitandosi a difendere senza affanni e a ripartire senza strafare tenendosi il bonus per le ultime tre partite. L’abbraccio a Garcia al momento della sostituzione è l’emblema della compattezza di questo gruppo (82’ Torosidis ng)

 

 

CASTAN 7: Non è Super Mario e nemmeno suo cugino Luigi, ma Leo disinnesca Balotelli con una semplicità imbarazzante che dovrebbe dare da pensare a sua eminenza Prandelli. El Pai (il padre, come lo chiamano a Trigoria) rimedia anche agli errori dei figli (Dodò) prodigandosi in salvataggi miracolosi.

 

 

TOLOI 6,5: Meno sfrontatezza rispetto alle ultime due partite, ma anche più sicurezza. A guardarlo ci si chiede se sia brasiliano o tedesco questo ragazzotto alto e grosso che sta riuscendo nel miracolo di far rimpiangere il meno possibile Senso della posizione da europeo e nervi fermi di fronte a Kakà, che a un brasiliano dovrebbe far venire i brividi e a Pazzini (lontano quel 25 aprile eh?). Ma siamo sicuri che sia brasiliano?

 

 

DODO’ 6: A due facce. Male in fase difensiva come quando a metà primo tempo consegna a Balotelli un pallone ad orologeria, bene in quella di spinta anche se dovrebbe aggiustare il cross.  Prova anche a cercare il primo gol in giallorosso, ma dovrà rimandare l’appuntamento.

 

 

NAINGGOLAN 7: Parte con qualche errore d’appoggio di troppo, ma riemerge dall’acqua dopo pochi minuti e diventa nel primo tempo il romanista ad aver giocato il maggior numero di palloni. Passano i minuti e la sua prestazione si alza di livello fino a raccogliere la standing ovation dopo l’ennesima furioso recupero. Una bestia, ma coi piedi delicati. Che acquisto! Un neo? Salterà l’ennesima partita per squalifica.

 

 

DE ROSSI 7: Sbroglia, torna, affonda e riparte . Sembra la pubblicità di uno di quei misteriosi marchingegni venduti a tarda notte nelle televendite, ma Daniele è vero, è reale e anche stasera è salito sul palcoscenico con l’atteggiamento da grande attore. Prestazione maiuscola in ogni zona del campo. Sarà che comincia ad annusare l’aria da Champions.

 

 

PJANIC 8: Eccone n’altro, come si dice a Roma. Il bosniaco fa nascere l’aurora borale all’Olimpico quando a fine primo tempo, palla al piede prende in giro la difesa rossonera, dribbla pure raccatapalle, stewart  e Seedorf in panchina prima di infilare alle spalle di Abbiati. Un gol che profuma di caviale e che fa venire sempre più voglia di rinnovo.  Non si ferma qui: assist a Ljajic, piattone parato da Abbiati, un intenso e brillante lavoro di sartoria tra attacco e difesa e quegli scambi al ritmo di samba con Totti che fanno venire la pelle d’oca ai tifosi. Miraleader. (86’ Taddei ng)

 

 

LJAJIC 6,5: Contro la squadra che tanto lo voleva la scorsa estate, Adem non sfigura e va pure vicino al gol nel primo tempo dopo uno slalom mica male. Ad impressionare è la sua crescita tattica e mentale che lo porta sempre ad essere un supporto sia in fase offensiva che in quella di ripiegamento. E’ vivo fino alla fine, senza mai abbassare la testa. La cura bastone e carota funziona meravigliosamente.

 

 

TOTTI 7: Mexes non lo tratta certo da amico, ma il capitano ha superato ben altri scogli e con rapide e intense bracciate sfida il mare aperto e i calcioni di Rami e Muntari, le sviste di Tagliavento,  neanche avesse 20 anni. Ne esce vincitore. Avevate dubbi? Gli manca solo il gol, ma ne fa segnare uno a Gervinho che odora di santità per poi rispedire al mittente le botte prese per un’ora. Domenica a San Pietro c’è posto anche per lui.  (76’ Florenzi 6: il solito quarto d’ora di intensa fatica)

 

 

GERVINHO 7: Partita più intelligente che bella, e non per questo meno affascinante. Lascia a casa la bacchetta magica e si mette al servizio della squadra approfittando degli errori della difesa rossonera. Si va a prendere la giusta paga al 20’ del secondo tempo mettendo a segno l’ennesimo gol di una stagione devastante. Alzi la mano chi non tiferà Costa d’Avorio ai mondiali.

 

 

GARCIA 8: Non sarà l’Uomo della Provvidenza ma come lo volete definire uno che prende un giocattolo dalle macerie e lo trasforma nella più avanzata macchina da guerra del campionato. Record assoluto di punti, record assoluto di vittorie, record assoluto di consensi. E’ lui il vero colpo della Roma americana, i dirigenti lo stiano a sentire senza esitazioni.


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