Esame superato per Ghilardi, ma da premio è anche la prova di Mancini e Konè. Davanti tanto gioco e poca precisione. Ndicka distratto nella ripresa

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Roma-Milan 1-1 LE PAGELLE: Malen fuori. Pellegrini evita il remake
SVILAR 6: Un tempo a desiderare solo di sentire il nome di un compagno urlato dallo speaker. Perché di pericolo non ne corre nemmeno uno. Nella ripresa si prende prima una segnalazione errata di Colombo per una parata solo pensata, poi un calcione da Rabiot in uscita. Infine il colpo di testa di Gabbia che finisce dentro, come una maledizione.
MANCINI 7: Col Milan non ha debito, anzi è in pesante credito. Ma uno come lui non si accontenta. Cerca sempre il break a far ripartire la squadra e a spezzare sul nascere i timidi tentativi del primo tempo di Leao e compagni. Nella ripresa il Milan non è che fa chissà cosa, ma alza leggermente il volume e la musica è disturbante. Corre subito a riabbassarla.
NDICKA 5,5: Il mal d’Africa lo impone agli altri ma poi gli riviene su senza motivo. Sempre attento per un tempo e con una marcia in più quando c’è da rincorrere il pallone che corre in spazi aperti. Singhiozza e sbaglia a inizio ripresa, sembra quasi aver cambiato gli scarpini. L’angolo regalato sul vantaggio milanista è quasi un autogol.
GHILARDI 7: Imperiale su anticipi e diagonali anche col rischio di commettere fallo. Una caratteristica dei difensori bravi, presto per dire grandi. La crescita vista nelle ultime settimane necessitava di un esame di corso, di quelli tosti in stile procedura penale. Lo supera, per la lode aspetta quel recupero provvidenziale su Bartesaghi.
CELIK 7: Tappo rinforzato sulle bollicine di Leao, ma pure sulle incursioni di Bartesaghi. Peccato (per il Milan) che quello con maggiore anidride carbonica sia proprio il turco che si incunea tagliente all’interno dell’area. Tanto lavoro poco premiato dalla fortuna e dai compagni. Ma proprio da quel lavoro nasce il rigore che porta al pareggio.
CRISTANTE 6: Palleggia tra pozzanghere e il timore di veder ripartire Leao e compagni. In qualche occasione prova a verticalizzare anche perché il Milan rinuncia quasi subito ad avere sogni di gloria. Alza il bavero dopo lo svantaggio, un altra sconfitta come quella dell’andata non l’avrebbe digerita.
KONÈ 7: Nessun timore contro Rabiot. Anzi il galletto di Francia lo fa proprio Manu che dopo otto minuti ha un’occasione dura ma non riesce a sorprendere Maignan. Prende possesso della mediana e cerca di rastrellare ogni centimetro necessario fino a dover alzare bandiera bianca per un problema muscolare. Speriamo non sia grave. (59’ Pisilli 6,5: sull’onda dell’Europa ma con skill diverse rispetto a Konè. Ci mette comunque tutto quello che ha cercando di tuffarsi in quei varchi di gioia visti giovedì)
WESLEY 6: Si ripropone lo scontro con Saelemaekers. E il brasiliano passa alla cassa imponendo una voglia di rivalsa aiutata dal fragore dell’Olimpico che porta il belga a restare al calduccio negli spogliatoi a fine primo tempo. Anche la sua sfida personale nel primo tempo ha la bilancia che pende dalla parte giallorossa, ma così come i compagni manca il gancio da ko e nella ripresa sbaglia troppo. Anche nella copertura su Gabbia. Si riaccende nel finale e prenderebbe pure il rigore che Colomba nemmeno va a rivedere.
DYBALA 6: Duello d’elite con Modric che cerca di anticiparlo con piatti gourmet sul pass. Ci riesce sugli antipasti, poi Paulo passa ai primi e sono dolori anche per il campione croato. Movimenti e sterzate a far sbandare il Milan, peccato manchi quel colpo di gomito in grado di farlo cadere dalla sedia. Sui secondi Modric torna a far valere un talento che sembra eterno. E Paulo non riesce a controbattere. (69’ Pellegrini 7: l’attore che cambia il remake di un film pericoloso. Dal dischetto va Lorenzo e stavolta Maignan può ascoltare la Marsigliese da solo in bagno. Pesava quel pallone eh)
SOULÈ 6: Spostato a sinistra dove cerca una corrispondenza amorevole con Wesley. Qualche messaggio arriva a destinazione, altri sono un po’ contorti. Sempre pronto a sfruttare l’errore e a rubare palloni interessanti, ma non è lucido al tiro come era accaduto giovedì in Europa. E questo alla fine della serata pesa troppo. (85’ Venturino sv: esordio da brividi)
MALEN 6: La prima all’Olimpico e parte subito a razzo facendosi trovare a tu per tu con Maignan. Quando vede uno spiraglio prova sempre il tiro, il colpo di testa, la botta per far male anche se al 19’ si divora un assist al bacio di Ndicka. Ha quella faccia da attore di Tarantino che promette comunque bene, ma che stasera non spaventa. (69’ Vaz 6: ragazzino impertinente, nel senso buono della parola. Prende falli e prova a far salire la Roma)
GASPERINI 6,5: Come all’andata impartisce un tempo di dominio al Milan senza trovare però la via del gol. Un ritmo da Premier a una supremazia evidente che trova qualche sbocco in più rispetto a San Siro ma che deve scontrarsi con l’ormai leggendaria fortuna di Allegri. Anche la ripresa purtroppo ricalca il copione di San Siro e il Milan al secondo pericolo trova il gol. Poi arriva il rigore, altra scena già vista. Ma stavolta la Roma lo segna. E ce ne sarebbe un altro.
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