Gara di personalità di Niccolò che annienta il centrocampo bianconero. Ma nel finale la Roma rovina tutto con abbiocchi colossali.

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Roma-Juve 3-3 LE PAGELLE: un Pisilli enorme non basta. Malen necessario
Svilar 5,5: Primo tempo con zero parate ma pure tante soffiate sui tentativi di McKennie e compagni che finiscono fuori. Un’attenzione sempre alta che Mile abbassa solo quando spegne la luce di fianco al comodino prima di andare a dormire. Sui primi due gol può poco, anzi nulla. Sul terzo ragioniamo.
Mancini 5,5: Difensore arcigno, questo lo sappiamo. Ma stasera è anche un pericolo aggiunto in una fase offensiva che gode spesso delle sue fughe sulla destra. Chiedete a Malen che nel primo tempo trova rifornimenti veri soprattutto dalle incursioni del Mancio. Nella ripresa toglie i canini senza senso.
Ndicka 6: Ci ha preso gusto Evan. Ma questo gol pesa decisamente di più e arriva nel momento di maggiore difficoltà. Prima del gol aveva mantenuto la pressione bassa di David, ma non solo. L’ivoriano stringe il canadese in più di un caldo abbraccio. Ma da quelle parti gira pure Yildiz che non si fa certo addolcire e che provoca parecchi spaventi. Soprattutto nel finale quando si addormenta letteralmente.
Celik 5,5: Abbassato e spostato di fascia. Il motivo? Probabilmente contenere Conceicao sin dal movimento ad accentrarsi. Compito che assolve discretamente nel primo tempo contro quella che potrebbe essere la sua prossima squadra. Ma alla voce serietà il turco ha valori altissimi e li mantiene. Sul gol del portoghese non ha colpe ma arriva in ritardo sulla sponda di Yildiz per il 3-2.
Rensch 6,5: La sorpresa di serata. E l’olandese parte subito bene mettendo anche una pezza su una palla velenosa al centro dell’area giallorossa. Poi però bisogna salire al piano superiore e mettere cross interessanti. I primi sono inciampi, poi migliora e mette anche i tacchetti per frenare Yildiz. Rispetta la fiducia data soprattutto dal punto di vista comportamentale. (74’ Ghilardi 5: non entra al massimo della concentrazione)
Cristante 5,5: Risveglio lento, troppo lento. Così Thuram e compagni gli rubano palloni e respiri preziosi in una prima mezz’ora in cui fa sospirare tifosi e Gasperini. Uno dei peggiori approcci mai visti negli ultimi mesi che Bryan cerca di cancellare con un colpo di testa finito alto. Nella ripresa il copione cambia e riesce ad amministrare meglio. (74’ El Aynaoui 5: serviva più garra. E poi quel fallo non si poteva evitare?)
Konè 6,5: Sfida tutta in Blues con Thuram, ma quello di Manu acceca e fa accendere di giallorosso pure la Tour Eiffel . Ed è una gara di strappi e contrasti in cui il romanista si trova decisamente bene. Se i primi minuti pendono dalla parte dello juventino poi è Manu a dettar legge e a far capire perché il posto in Nazionale è tutto suo. Un crescendo di trecce sbattute in faccia al malcapitato di turno fino a quella imbucata perfetta per Malen. Poi pure lui abbassa la guardia. Perchè?
Pisilli 7,5: Concedetelo: è un Pisilli enorme. Contro la Juve ha esordito sul serio e contro la Juve fa subito sul serio. Dopo 3 minuti ruba palla, entra in area e scalda le mani di Perin. Un acuto non sfruttato dal tap in sballato di Pellegrini. Ma Niccolò è utilissimo anche in fase di copertura e quando c’è da amministrare situazioni d’ansia non indifferenti. Il meglio lo da sulle palle rubate, su una di queste arriva il gol di Wesley. Gattuso prende appunti.
Wesley 6,5: Con l’asfissia di punte, prova lui a portare aria fresca dalle parti di Perin. Per mezz’ora si fa trovare spesso al posto giusto e becca un giallo pesante che gli farà saltare il Genoa. Troppo poco per guadagnare fantapunti. E allora piazza l’assolo da Festival: un destro a giro che scortica rete, urla, paure e speranze. Questo è Samba, mica canzonette. Finale in estrema difficoltà, troppa difficoltà.
Pellegrini 6: Una manciata di minuti e si divora un gol epocale anche perché era troppo avanti col corpo. Il resto del primo tempo è la solita canzone alla Renga: ordinata, ma pure un po’ noiosa. E senza un po’ di rock è dura accendere il palco. Lo fanno Wesley e Pisilli. Ma Lorenzo non vuole restare sullo sfondo e propone di nuovo il cross per il raddoppio proprio come una settimana fa. (90’ Zaragoza sv)
Malen 7: Spalletti sa che è l’uomo da temere. La marcatura di Bremer è asfissiante e l’assenza di vere punte al suo fianco non è un problema da poco. L’olandese se ne sbatte e trova comunque spazi di pericolo e su uno di questi anche la faccia piena di Perin che strozza in gola l’urlo dell’Olimpico. La sua pelata oscilla sempre tra le linee juventini facendo scattare l’allarme e permettendo a Pisilli e compagni di entrare. Poi, alla prima imbucata, è freddo come Javier Barden in “Non è un paese per vecchi”. Malen necessario, ma non basta nemmeno stavolta.
Gasperini 6: La maledizione continua e la Roma regala un punto pesante alla Juve dopo quello di Napoli. Qualche scelta può far storcere la bocca. In più c’è la Juve che tutto sembra tranne che rassegnata al ruolo di vittima sacrificale. La Roma aspetta e colpisce nei momenti giusti non facendosi abbattere dopo il pareggio e mostrando una grande personalità. Che però non mantiene nel finale quando la Juve sembrava ormai al tappeto.
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