Roma-Catania 4-0 LE PAGELLE Benatia-Castan meglio di Brad Pitt e Angelina Jolie. Totti, il regalo più bello. Destro non si ferma più

di finconsadmin

(di Francesco Balzani – ForzaRoma.info) Risulta tutto facile contro un Catania già condannato alla B. E allora la Roma sprigiona tutta la sua bellezza nell’ultimo galà dell’anno. Tanti regali e niente carbone per una difesa da record in cui brilla anche la vena da goleadori di Benatia. Bene anche la coppia inedita di registi formati da Pjanic e Bradley, ma il vero oscar va all’attacco. Con Totti si divertono tutti e Destro non si ferma più.

 

DE SANCTIS ng: Vacanze anticipate per il Pirata che a fine gara riconsegna i guanti imbustati. Se si fa eccezione per un’uscita nel primo tempo, infatti, il portiere resta a guardare il tabellone dell’Olimpico sperando in un’impresa dell’Atalanta. Ma figurati.

 

 

MAICON 7: Un falco pronto a colpire la povera preda quando è il momento. Dopo un primo tempo di studio decide di affondare il becco nella difesa catanese e per gli avversari c’è solo il tempo di guardare sulla schiena il numero 13 del brasiliano. Ora lo aspetta la Juve, sa già cosa fare.

 

 

CASTAN 7: Tutto talmente bene che può sembrare normale ma non lo è. Nel match con l’Argentina esce dal campo col piatto pulito, il sorriso sornione e le spalle larghe. Ora i sorrisetti quando si nomina Piquè sono spariti. Inizio stagione senza macchie per Leo.

 

 

BENATIA 8: Difende da far paura e segna pure. Il gigante marocchino chiude alla grande un anno da far invidia ai migliori difensori d’Europa. Nel primo tempo, a parte un anticipo frettoloso, fa venire i nervi a Leto, poi di testa sigla il terzo gol stagionale. Nella ripresa alza la nebbia e i giocatori del Catania scompaiono. Dalla coltre si innalza di nuovo e segna la doppietta.  Migliore acquisto del 2013.

 

 

DODO’ 6: Cade e si rialza, sbaglia e rincorre l’avversario. Non è ancora un terzino in grado di fare la differenza, ma non gli si può rimproverare né la tecnica, né l’impegno. Gli manca la malizia che oggi a 20 anni sembra essere un pregio. Sul 4-0 nel finale rincorre un pallone inutile e a Garcia gli brillano gli occhi.

 

 

BRADLEY 6,5: Fa quello che deve senza strafare e senza sbagliare nulla. Contro Guarente e Izco non è impresa impossibile, non far rimpiangere De Rossi però non era facile. Capitan America esce dal campo col sorriso, merito anche degli altri Avangers che aveva accanto.

 

 

PJANIC 6: Nella scomoda posizione di regista arretrato e con la diffida sulle spalle, il bosniaco deve seguire una spartito piuttosto semplice impreziosito da un paio di assoli niente male e qualche piccolo errore di posizione. Esce senza giallo e con 4 gol in tasca. Pericolo scampato. Ora occhio al rinnovo.

 

 

LJAJIC 6,5: Meno appariscente dei compagni, ma in certi casi è un bene. Garantisce equilibrio in un assetto inedito e quando c’è da sgobbare lo fa senza fiatare. Belli poi i dialoghi con Totti, ricchi di licenze poetiche e affondi di prosa. Garcia è riuscito anche in questo miracolo.

 

 

TOTTI 7: Non è al 100%, ma resta l’unico giocatore della serie A per il quale vale davvero la pena portare I bambini allo stadio e non solo per i giochi di prestigio che fa con quei piedi donategli dagli dei. Lavoro oscuro in regia illuminato da luci al Led abbaglianti che gli valgono l’ennesima standing ovation. Gli è mancato solo il gol, colpa di Frison. Se lo tenga per il 5 genaio.  (86’ Ricci ng: esordio all’Olimpico fortunato e facile facile)

 

 

GERVINHO 6,5: Caccia rigori come Van Helsing  fa coi vampiri. Nel primo tempo a dire il vero intruppa tutto: compagni, palloni, avversari. Quando nella ripresa ha spazio e parte in velocità però sembra Bolt e i difensori del Catania devono tirare fuori la pistola per fermarlo. Gervasoni gli nega la gloria. Per Natale regalategli un mirino però, riesce a sbagliare anche a porta vuota. Al 80’ quando segna si merita una pacca sulla testa da Totti: “ce l’hai fatto eh?”. Non si demoralizza mai. Non è da tutti.

 

 

DESTRO 7,5: La fortuna lo sta ripagando come merita. Terzo gol di fila in una partita che ha mostrato i netti miglioramenti fisici e psicologici di un giocatore che può fare la differenza nella corsa allo scudetto. Anche chi diceva che non poteva giocare al fianco di Totti dovrà ricredersi. Col capitano 10 metri dietro è festa grande.  La torre per Benatia gli costa paradossalmente però il premio di migliore in campo. Se ne farà una ragione. (58’ Taddei 6: supera Cordova, si guadagna applausi, certifica la sua immensa professionalità)

 

 

GARCIA 7: Rivoluziona la Roma con una squadra ultra offensiva che però non perde mai equilibrio, annienta il Catania e resta in corsa scudetto. Riesce in tre imprese: 1) 41 punti in 17 giornate 2) far coesistere Totti e Destro e soprattutto aver trasformato una coppa maledetta in un incentivo da benedire. W la France caro Rudi e tanti auguri.

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