Roma-Bayer LE PAGELLE: Edin piedi di forbice. Salah: corri ragazzo laggiù, corri e non sbagliare più

Sofferta, come sempre. Ma vincente. La Roma ritrova i 3 punti in Champions dopo 14 mesi grazie ai gol di Dzeko, Salah e Pjanic

di Francesco Balzani, @FrancescoBalza8

Sofferta, come sempre. Ma vincente. La Roma ritrova i 3 punti in Champions dopo 14 mesi grazie ai gol di Dzeko, Salah e Pjanic. Ma gli errori della difesa, i troppi gol mangiati e gli infortuni a De Rossi e Florenzi storcono un po’ la serata. Croce e delizia Florenzi e Gervinho mentre in difesa brilla solo Manolas. Come al solito.

 

SZCZESNY 5,5: Il primo tuffo arriva a 5’ dalla fine del primo tempo su una sforbiciata di Hernandez. Poi alza le mani sul destro di Mehemedi che già aveva fatto male alla Roma all’andata e non fa nulla per frenare il terzo gol in due partite di Hernandez. Decisivo quasi mai (non basta la parata centrale dopo il 2-2) e coi piedi si sente spesso troppo sicuro di sé.

 

FLORENZI 5,5: Fa gli straordinari con qualche muscolo indolenzito ma senza mai tirare indietro gamba e fiato. Peccato che sbagli il fuorigioco in occasione del 2-2 e soprattutto peccato che debba uscire per infortunio dopo l’unico (grave) errore commesso al 55’ col derby alle porte. (55’ Maicon ng: subito una disattenzione con Pjanic complice. Poi altri venti minuti col fiato corto prima di uscire facendo sprecare un altro cambio; 75’ Torosidis 6: il terzo terzino è quello che pesa di più: palla in mezzo e rigore per la Roma)

 

MANOLAS 7: A tutti i Kostas in campo, e ci mancherebbe pure. Il greco è il giocatore più impiegato del campionato italiano, ma non sembra accusare neanche un colpo di tosse e si conferma ancora il Colosso di Naxos sul quale sbatte il muso pure uno dell’esperienza di Kiessling. Qualche grattacapo in più quando dalle sue parti si trasferisce il Chicharito. Vale un gol quel recupero su Mehmedi.

 

RÜDIGER 5,5: Dopo tanti amanti finalmente Manolas ha trovato un compagno fisso. Il greco forse si aspettava qualcosa in più. Ruediger infatti è uno che parla poco, cerca di badare al sodo ma non ha mai il guizzo che ti rallegra la serata. Quando poi arriva la crisi il suo silenzio diventa assordante. L’arbitro russo gli nega un rigore grande come una casa.

 

DIGNE 5,5: Come tutta la Roma: primo tempo senza sbavature, ripresa con molto affanno. Il gol dei tedeschi parte dalla sua fascia, ma la palla era abbondantemente uscita oltre la linea laterale. Negli ultimi venti minuti scende con più frequenza.

 

NAINGGOLAN 6,5: Spaventa tutti dopo un quarto d’ora quando si tocca il ginocchio, ma al primo coro in suo onore si rialza e massacra a colpi di cresta il centrocampo tedesco nel primo tempo mettendo pure sui piedi di Dzeko il gol del 2-0 momentaneo. Nella ripresa prova a ricolorare una parete tornata grigia. Nel conto anche un tiro altissimo a pochi metri da Leno, ma la sua spinta è fondamentale.

 

DE ROSSI 6,5: Nel primo tempo gli si può muovere solo l’appunto di aver sbagliato un fuorigioco innocuo. Poi però pure Capitan Futuro cade nella trappola del relax e si fa schiacciare dal pressing del Leverkusen. Entra pure lui nel mischione che porta al rigore per la Roma. Nella gioia e nel dolore, c’è sempre. Al derby? Visto come ha finito la gara tendendosi quel maledetto adduttore forse no. Spremuto per onor di Roma.

 

PJANIC 6,5: Mirebilandia stasera sembrava aver chiuso i cancelli. Partita senza grossi bagliori del bosniaco che fa confusione anche in fase di contenimento. Soliti pericoli da calcio piazzato che porterebbero pure a un rigore per i giallorossi non visto da Karasev. Poi però apre la giostra. Si prende un pallone bollente e lo scarica dal dischetto alle spalle di Leno. Un gol che può valere ben più del suo ingaggio.

 

SALAH 6,5: Quando si invola parte la musica di Jeeg Robot d’acciaio. Corre, sprinta e va. E ringrazia Leno, oltre che Dzeko, per il suo primo gol europeo in maglia giallorossa, il più veloce della storia di Champions della Roma. Poi continua a correre, ma quando arriva al dunque è spesso troppo precipitoso e sbaglia sempre la scelta ignorando spesso e volentieri i compagni. Errori pesanti come un macigno e un egoismo eccessivo che peseranno nella ripresa. Si rifa prendendosi una spinta sulla linea che costa rosso a Toprak e rigore vincente.

 

DZEKO 7: Per qualcuno in settimana era diventato un attaccante “impresentabile”. Colpa del vino scadente che vendono in qualche amena trattoria. Il bosniaco apre le porte dell’Europa con un movimento e un filtrante per Salah alla Totti. Poi quel gol che tanti aspettavano, e che in pochi pensavano potesse tardare ancora. Da bomber vero, da numero nove. Edwin, il personaggio reso celebre da Tim Burton, aveva mani di forbice. Lui taglia polemiche e commenti idioti coi piedi. E’ caldo per il derby e nel finale cerca il più possibile di tenere alta una squadra immatura.

 

GERVINHO 6: Con lui e Salah sono aumentati i tifosi di Rugby che seguono la Roma. Ogni palla, infatti, è una corsa verso la meta che fa alzare mezzo Olimpico e mette in ansia la difesa tedesca. Dura poco però stasera la sua voglia di stupire. (67’ Iturbe 6: è il suo momento, la sua grande chance dopo giorni di oblio. Non la spreca, ma nemmeno la coglie in pieno limitandosi alla solita grinta e niente più)

 

GARCIA 6: Quarta vittoria in 22 partite di Champions. La festeggia come una finale perché valeva tanto, ma quell’esultanza è costata sin troppo sofferenza. Come all’andata la Roma è andata avanti di due gol per poi mostrare il suo lato più brutto: lo squilibrio difensivo. Come al solito la sua Roma è micidiale in contropiede, ma per diventare grandi in Europa serve ancora molto. Mettere in campo Florenzi e De Rossi malconci a 3 giorni dal derby poi non è stata una grande mossa.

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