Tanta fatica dopo il rosso a Mancini. Bene anche l’ingresso di Wesley e del giovane Della Rocca

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Panathinakos-Roma 1-1 LE PAGELLE: Mancini-Ghilardi, tragedia sfiorata. Ulisse Ziolkowski
GOLLINI 5,5: Esordio assoluto per Gollorius. Un brano soft da fine concerto diventa ad alta intensità dopo il rosso a Mancini. Pericoli veri e propri nella prima mezz’ora non se ne avvertono a parte un’uscita coi piedi non proprio perfetta. Poi arriva la traversa di Katris sulla quale poco avrebbe potuto. Nella ripresa al primo e unico tiro in porta arriva il gol, poteva metterci la mano.
MANCINI 4: Nella terra del Mito fa la parte di Edipo e incappa in una tragedia inaspettata soprattutto per uno della sua esperienza. Dopo 12 minuti, infatti, si aggrappa inspiegabilmente alla maglia di Pantovic e becca il rosso diretto complicando i piani della Roma di oggi e domani visto che sarà squalificato. Forse era meglio prendere gol.
ZIOLKOWSKI 7,5: L’attaccante che non ti aspetti, l’uomo della Provvidenza di cui avevamo bisogno. Il polacco pareggia di testa e spedisce la Roma agli ottavi con un gol da bomber vero dopo una deviazione fortunata. Dopo il rosso a Mancini a destra lasciando la regia a Cristante e badando al sodo per quanto possibile. Un Ulisse nel Cavallo di Troia. Fondamentale anche con uno spazzaneve all’ultimo minuto.
GHILARDI 5: Altra tragedia, stavolta nella ripresa. Un errore grave che spiana la strada al vantaggio greco. Il resto della partita sembrava sotto controllo. Primo quarto d’ora di relax, poi corre a chiamare Verisure per aumentare i punti di allarme visto che la Roma rimane in dieci e deve anche badare a non prendere gol da un Panathinaikos che è davvero poca cosa. Quello che regala lo stesso Ghilardi che poco prima era stato provvidenziale in area.
CELIK 6: Il turco non conosce turn over, ma la fatica va gestita. Qualche sgroppata iniziale poi i consueti sali e scendi in doppia fase che se non altro tolgono coraggio al Panathinaikos nonostante la superiorità numerica. Accompagna sempre quando c’è da provare a far male. Affidabilità e anche un tentativo al volo che non finisce nemmeno troppo lontano dalla porta. (64’ Wesley 6,5: in un modo o nell’altro dà sempre la scossa)
CRISTANTE 6,5: Doveva solo ripassare la lezione, ma l’espulsione di Mancini lo obbliga a un supplemento di ripetizioni e a un ritorno in difesa inaspettato. Il passo non è veloce come quello di Pantovic, ma usa tutta l’esperienza per arginarlo. Saggezza aristotelica che non basta. Nella ripresa torna qualche metro avanti ma è sfinito. (64’ Rensch 6: prova il pallonetto quando dovrebbe tirare fuori il rasoio. Ma perché? Però non smette di crederci)
EL AYNAOUI 6: Torna a duellare in Europa dopo averlo fatto in Africa. Passata l’amarezza di una finale persa in modo grottesco, il marocchino ci qualche minuto a ritrovare il ritmo e becca pure un duro colpo dopo 10 minuti. Poi è tra quelli che strappano più palloni in mediana senza però trovare sbocchi. Rischia in un paio d’occasioni il giallo per eccesso di foga.
TSIMIKAS 6: Di Atene conosce ogni angolo, anche se ha vestito la maglia della seconda squadra della capitale greca. L’aria di derby lo porta subito al tiro che trova i guanti di Lafont. C’è voglia di farsi notare, lo fa anche quando c’è da riparare ai guasti difensivi. Ma i mezzi restano sempre quelli. (87’ Angelino sv: che bella notizia)
PISILLI 6,5: Ora ha spazio e chance e cerca di sfruttarle senza l’ansia dei mesi passati. Il modulo iniziale lo porta a essere più avanzato rispetto al solito e questo per lui non è affatto un male. Anche lui paga la ristrutturazione post espulsione e fatica ad allungare la squadra come era riuscito a fare nei primi minuti. Ci prova la stesso, con grande spirito.
SOULÈ 6: Il superstite di un attacco falcidiato da infortuni e burocrazia. Si alterna con Pellegrini nel ruolo di terminale offensivo e mette apprensione ai difensori greci ad ogni pallone toccato. Le necessità lo portano spesso a tornare indietro dove dà una bella mano. Sacrificato a fine primo tempo. (1’st Ndicka 6: non basta la sua presenza a tenere su il muro, ma nel finale è prezioso)
PELLEGRINI 5: Dovrebbe essere fondamentale in un momento in cui cercare giocatori offensivi è più difficile che non farsi scippare in metro a Roma. Dopo nemmeno un minuto ruba lui la palla e la serve a Tsimikas per il primo pericolo di serata. Poi si addormenta quando Soulé decide di concedergli l’opportunità di punire un pasticcione Lafont. Il resto del primo tempo non è esaltante. Nella ripresa parte bene, poi si affloscia di nuovo. (68’ Della Rocca 6: Gasp scava alla ricerca di sorprese alla Arena. Il ragazzo, all’esordio, mette tutto quello che ha)
GASPERINI 7: Priorità al campionato ed emergenza offensiva a livelli estremi. Ma il compito sembra comunque facile. La sua Roma se lo complica due volte: prima divorandosi tre volte il vantaggio poi restando in dieci per il rosso di Mancini. Da quel momento è un’altra partita e la Roma imbocca la strada contromano. Tanti, troppi errori sotto porta a cui si somma quello di Ghilardi. Ma Gasp ne sa una più del diavolo: spinge Ziolkowski davanti e trova un pari d’oro. Ora però serve una mano da Massara.
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