Napoli-Roma 2-0 LE PAGELLE Torosidis trasforma Insigne in Di Maria. Pjanic si gode il sole di Napoli. De Sanctis evita il maremoto

Solo il portiere e Nainggolan meritano la sufficienza. Per tutti gli altri novanta minuti da dimenticare in fretta.

di Francesco Balzani, @FrancescoBalza8

Dove è finita la Roma di Manchester? La domanda nasce spontanea guardando le prestazioni molli di difesa e centrocampo. In attacco manca incisività. E vogliamo parlare dei terzini? Torosidis a Monaco mette già i brividi. Garcia inverti la rotta.

DE SANCTIS 6,5: Il miracolo su Insigne e l’uscita provvidenziale su Higuain tengono a galla la Roma in un momento infernale. Sul gol viene preso in controtempo, poi bacia la traversa colpita due volte da Callejon e Hamsik. Nel secondo tempo ringrazia Nainggolan prima di arrendersi al bis di Callejon.
TOROSIDIS 4: Riesce a vedere il nome di Insigne sulla maglia dopo 10 minuti. Dalla sua parte arriva il cross per il gol di Higuain, e mille altre pericoli che fanno rimpiangere Maicon. L’esterno napoletano sembra Di Maria coi capelli, o forse è il greco che fa sembrare tutti forti? Anche quando spinge non dà mai la sensazione di fare male se non con un paio di cross bassi mal sfruttati dai compagni. La Roma sul mercato deve guardare anche a destra. Immediatamente. (38’ST Ljajic ng)

MBIWA 4,5: Sul ring stavolta trova un peso massimo come Higuain, e sono dolori. Estasiato dalla mezza rovesciata dell’argentino, riprende fiato e si incolla alla maglia numero 9 con le buone o con le cattive. Ci riesce? Saltuariamente. Nel secondo tempo manda pure in porta Koulibaly e deve baciare in fronte Nainggolan.
MANOLAS 5: Ammira anche lui a bocca aperta la magia del Pipita, poi come col Bayern entra in bambola e fa poco per confermare le sue innate qualità. Bravo nella gestione del fuorigioco e sulle palle alte, meno nell’uno contro uno ma è difficile fermare un treno che ti arriva in corsa.
CHOLEVAS 4,5: Ha la sguardo da duro, ma i piedi sono molli. Callejon gli fa pelo e contro pelo e anche quando prova a salire Maggio lo rimette in riga. Negli spogliatoi mangia spinaci, e riprende un po’ di forza ma è più la timidezza dei suoi avversari a fare la differenza.
NAINGGOLAN 6: Nel primo tempo Lopez e Jorginho lo prendono per il collo e il belga fa poco per scrollarsi di dosso i due mediani napoletani. Anche lui nella ripresa, come i suoi compagni di reparto, riprende colorito, tira fuori la cresta e al 65’ salva sulla linea il pallone del 2-0 prima di frenare la corsa di Gargano in area. Rimane troppo spesso basso però. E Garcia glielo fa pure notare.
KEITA 5,5: Il Professore viene risucchiato nell’anarchia di una classe troppo indisciplinata per essere la “sua” classe. Stavolta però più che possesso palla e palleggio sarebbe servito un pizzico di cattiveria in più per difendere i due centrali. Meglio nella ripresa quando torna un minimo di ordine.
PJANIC 5: Il sole tiepido di Napoli lo culla fino a fargli fare una bella pennichella. Lo risveglia il botto sulla traversa di De Sanctis, ma a anche con gli occhi aperti trova raramente il bandolo della matassa. Un altro passo nella ripresa, quando tira fuori la bacchetta e riprende a dirigere il gioco. Peccato che la musica duri poco. Top player? Ancora no.
FLORENZI 5: Non accorcia, non allunga, non trova lo spazio necessario per partire. Si danna l’anima, si prende un giallo ma non è il Florenzi di mercoledì sera. Lo si capisce quando nel secondo tempo si mangia due gol, uno da mani nei capelli. Quando becca la porta trova la risposta di Rafael. E’ sempre nel vivo, ma sbaglia troppo. (19’st Iturbe 5: prende due calci. E basta. Non dà la scossa, è stato pagato tanto per darla)
TOTTI 5,5: Nel primo tempo si abbassa talmente tanto da scambiarsi con Keita. A forza di rincorrere le frecce azzurre perde il lume e l’attacco si ritrova al buio. Nella ripresa avanza il raggio d’azione e torna la luce, ma la batteria dura poco. (19’st Destro 5 : La differenza con Higuain si nota anche in mezz’ora. Va detto che gli arriva mezzo pallone pulito, ma pure lui potrebbe venirseli a prendere)
GERVINHO 5: Suona la reaggae nel bel mezzo di una canzone loffia di Gigi D’Alessio. Nei primi 45 minuti l’unico che prova a saltare l’avversario, ma esagera e finisce spesso col perder palla. Nella ripresa si accentra e finisce per restare fuori dalla manovra sbattendo costantemente sulla corazza di Koulibaly.
GARCIA 4,5: Ripete il primo tempo col Bayern e se non si trova sommerso di gol e solo per la mira sbilenca dei napoletani. Condizione fisica o psicologica, la Roma è in apnea. Il discorso negli spogliatoio risveglia la squadra, ma anche oggi i cambi sembrano tardivi e arriva un altro tonfo al San Paolo. Far entrare Ljajic per Torosidis poi puzza di mossa della disperazione. I big match li sbaglia quasi tutti. Almeno questo si può dire?

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