Cristante disastroso, malissimo anche i due esterni e Ndicka

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Inter-Roma 5-2 LE PAGELLE: Cristante è una via crucis. Rensch-Celik, uova rotte
Svilar 5: Serata tutt’altro che pasquale. Lautaro gli sbuca subito a due passi poi deve mettere una pezza sul tentativo di Calhanoglu. Altro intervento alza voto sullo stesso Lautaro al 15’ quando tiene il primo palo. Passato l’inizio choc riprende fiato ma lo perde sulla botta di Calhanoglu su cui non compie miracoli. E nella ripresa piove grandine.
Mancini 6: Qualche scoria di Bosnia? Lui no. Dietro è quello che concede meno e quando arriva il pallone buono si infila tra le maglie interiste e sigla il primo gol in campionato di questa stagione. Poi i problemi di una stagione per lui estenuante si fanno sentire ed è costretto ad uscire. (1’st Ghilardi 4: parte con una buona chiusura poi si arrende a Lautaro che non poteva scegliere notte peggiore per tornare in campo. Partecipa all’imbarcata con colpe sicure)
Ndicka 3,5: Un minuto nemmeno e stende il tappeto rosso a Thuram per l’azione del vantaggio interista. Non concede altri inviti nel primo tempo anche se la fila alla porta è sempre numerosa e corposa. Nella ripresa sfondano le porte e l’ivoriano può solo constatare l’invasione concedendo anche il regalone per la cinquina. Disastro.
Hermoso 4: Inizio sconcertante con errori da giocatore alle prime armi. Poi ritrova la carta d’identità e fa valere la personalità anche quando c’è da mettere la modalità 4x4 in risalita. Spinge tanto poi ritorna a farsi piccolo quando l’Inter ruggisce sul serio.
Celik 3,5: L’uovo si rompe subito. Dopo sessanta secondi viene sottomesso da Lautaro in area piccola diventando piccolo piccolo. Rialza la testa e cerca qualche sgroppata in avanti cercando di restituire il regalo. Ma dall’altra parte non sono così polli. Nella ripresa si fa anticipare da Thuram sul poker interista.
Cristante 3,5: Nel duello tra delusi azzurri è quello che mostra meno voglia di riscatto. Cerca di colorare dopo un inizio da incubo ma stropiccia il foglio a pochi secondi dalla fine del primo tempo con una palla persa che grida vendetta. Perché gestirla in quel modo? Barella e Zielinski se lo divorano anche nel secondo tempo.
Pisilli 5,5: Prova a combattere in un centrocampo che vede il dominio interista per gran parte del match. Nel torpore iniziale è l’unico a metterci coraggio e lucidità. Quando la Roma riprende coscienza resta il giocatore che offre maggiori palloni in profondità e maggiore pressione in fase di costruzione interista anche se resta troppo incollato a Zielinski sul raddoppio. Soccombe nella ripresa ma è tra gli ultimi ad arrendersi.
Rensch 4,5: Si fa intimorire nei primi minuti da Dumfries in una sfida tutta di colore orange. Gasp lo invita a trovare coraggio e l’olandese alza il baricentro fino al cross al bacio per Mancini in una delle sue discese a singhiozzo. Rovina l’unico gesto dignitosa con quella dormita su Thuram da cui nasce il 3-1. (58’ Tsimikas 4: Καληνύχτα, ovvero buonanotte)
Soulè 5: Pubalgia passata anche se è in rodaggio e si vede. Sopperisce con la tecnica come quando calcia la punizione per la testa di Malen e quando avvia lo start per l’azione del pareggio. Questo può dare ora, al resto dovrebbero pensarci i compagni più pronti a livello atletico. (65’ El Shaarawy sv: per la stima di quello che ha dato in questi anni)
Pellegrini 5,5: Soluzioni difficili in un campo che non permette troppi errori. Va spesso a prendersi la responsabilità di regia offensiva e a cercare di trovare metri preziosi per rifiatare. Lo fa con concentrazione per una ventina di minuti, che perde però quando non scala come dovrebbe sul raddoppio interista. Nel secondo tempo ci riprova ma non trova gli stessi spazi ed entra tra i protagonisti di una notte deprimente. Il gol salva dignità non basta.
Malen 5,5: Offre profondità, ma chi lo assiste deve mettere sul banco maggiore precisione. Lo fa Soulè su calcio da fermo ma l’olandese trova un miracolo di Sommer. Poi si mette in proprio e sfiora il palo. Nella ripresa Akanji lo aggredisce sempre coi tempi giusti e finisce per sparire anche lui salvo la spizzata per il gol di Pellegrini.
Gasperini 4: La strada è subito in salita. La Roma rischia di andare fuori strada, ma mette le gomme da asciutto e non si fa intimorire in un primo tempo in cui il pareggio era più che giusto se non fosse per il solito errore in gestione. Nella ripresa però si ghiaccia tutto e la squadra di Gasp si schianta su quello che potrebbe essere il muro finale di una stagione con tanti, troppi passaggi a vuoto. Valutazioni sul futuro?
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