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pagelle as roma
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Davanti Malen viene servito decisamente poco. Negativa anche la prova di Koné e Venturino
SVILAR 6: Congela un pallone centrale dopo 23 minuti di inattività e si spaventa per l’incursione a sorpresa di Ekuban. Poco o niente in un primo tempo bruttino da entrambe le parti. Non compie il miracolo su Messias nella ripresa, ma su Vitinha poteva fare meglio. Nel finale almeno evita il tris.
MANCINI 5,5: Pronti via riceve un brutto colpo da Ekuban, ma da buon Highlander si rialza quasi subito e gestisce gli inserimenti non sempre precisi dei compagni. Dietro ostacola proprio Ekuban nell’ultimo serio tentativo nel primo tempo dei rossoblu. Nella ripresa entra nell’azione della rete del pareggio e va a prendersi cura di Colombo, ma non lo fa benissimo. (84’ Ziolkowski sv)
NDICKA 6,5: La brutta notizia arriva dopo dieci minuti: giallo con squalifica in vista per Como. Ma quella bella è il terzo gol di fila, e vale più di un giallo esagerato. Anche perché arriva su uno dei pochi interventi sporchi dell’ivoriano. Qualcosina di meglio, forse, si poteva fare sul raddoppio genoano.
CELIK 5: A voler essere maliziosi si potrebbe dire che il suo rendimento è drasticamente calato dopo il no al rinnovo. Di certo il turco ha abbassato i giri e nel primo tempo sbaglia anche palle facili. Sembra di rivedere il Celik 1.0, quello che di certo non meritava il (già) lauto stipendio. (84’ Vaz sv)
RENSCH 5: C’è da prendere in mano il martello di Wesley. La mano non è ferma, ma l’olandese non demerita soprattutto per il contributo che dà quando c’è da cucire diagonali davanti Svilar. Di certo non ha il motore del brasiliano e si nota quando c’è da provare a spingere. Frettoloso in alcune gestioni poco prima di uscire. (70’ Ghilardi 6: anche lui entra col piglio giusto, non basta)
PISILLI 6: Impossibile rinunciarci in questo momento. Niccolò si abbassa spesso per permettere l’avanzata del pacchetto difensivo ma va anche in costruzione dove scarica, attacca lo spazio e crea movimento. Fa stonare Masini più di Fedez, ma l’orchestra non segue sempre i suoi ritmi nel primo tempo. Nel finale lascia campo ai compagni di reparto e si preoccupa soprattutto di recuperare palloni dietro.
KONÈ 5: Va sotto pressione e dopo 20 minuti perde un pallone da campanello d’allarme. Ma soprattutto non riesce a servire con continuità i soliti strappi che aiuterebbero anche il reparto offensivo. Quando entra El Aynaoui si sente più libero di osare, ma lo fa troppo poco per uno con le sue doti.
TSIMIKAS 6: Attento ed essenziale sia in fase di copertura sia quando la Roma prova a imbastire qualcosa sulla fascia più debole. Non è uno che ruba l’occhio ma in un primo tempo brutto è tra i pochi a non rompere lo specchio. Ripresa con avvio in stand by, poi riprende a correre.
PELLEGRINI 4: Doveva andare via, è diventato imprescindibile. Ma solo per mancanza di alternative. Il rigore provocato in maniera maldestra è l’accento su una poesia maledetta, ma non nel senso positivo del termine. Da lui ci si aspetta (da tanto) un contributo al tiro e soprattutto una maggiore assistenza a Malen. E invece galleggia tra tentativi sballati e controlli da braccia crollata a terra. Ennesima nube grigia su un futuro che non garantisce raggi di sole. L’angolo riparatore non basta. (56’ El Aynaoui 6: Se non altro prova a dare verticalità per i tentativi di Malen)
VENTURINO 5: In questo stadio ci è cresciuto da tifoso e da calciatore. Ma il cuore andrebbe messo da parte, c’è ben altro da conquistare. Per mezz’ora però il ragazzo di Arenzano tocca pochi palloni e quindi fa nascere pochi rimpianti. Gasp gli chiede di osare di più, ma ne ricava davvero poco. (1’st Cristante 6: cerca di portare viveri davanti. E ci riesce nonostante lo svantaggio causato da Pellegrini. Allarga il campo abbassando il baricentro del Genoa)
MALEN 6: Il clima di Marassi è inglese, e lui lo conosce bene. I compagni però faticano ad innescarlo nei primi venti minuti poi si accende e da solo mette in dubbio le certezze della difesa genoana. L’unico vero pericolo creato dalla Roma nel primo tempo tra mille difficoltà. Nella ripresa viene servito meglio e fa urlare Gasp di gioia, ma la bandierina è alzata.
GASPERINI 5: Non è il Genoa dell’andata e lo si capisce dall’agonismo da rugby sin dai primi minuti. La Roma regge botta ma davanti lascia Malen in una triste solitudine e non trova quell’impeto di rabbia che ci si aspettava dopo il pari beffa con la Juve. Nella ripresa l’errore di Pellegrini paradossalmente riaccende quel furore. Ma la Roma non ha lo spessore della grande e si fa rimontare di nuovo. Alcune scelte sono opinabili. Anche se non c’è molto da scegliere davanti.
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