RITIRO AS ROMA – La fase offensiva di Luis Enrique

di Redazione, @forzaroma

(dall’inviato a Brunico ALESSANDRO PAOLI) Stiamo imparando a conoscerlo e, contemporaneamente, stiamo imparando qual è il suo credo calcistico. Parliamo di Luis Enrique Martínez García, neo tecnico della Roma. ForzaRoma.info vi spiega in breve le sue novità tattiche: la fase offensiva.

IL MODULO

Lo spagnolo Luis Enrique schiera in partenza, almeno sulla carta, un 4-3-3 che, in realtà, è un 4-3-1-2 per ovvie caratteristiche dei calciatori a disposizione.
La difesa, come accade nel Barcellona e accadeva nel Barcellona B allenato lo scorso anno dallo spagnolo, è altissima ed, in alcune fasi d’attacco, è addirittura di competenza di soli tre uomini: i centrali di difesa e il mediano davanti alla difesa.
I difensori laterali hanno massima libertà di attaccare la fascia proponendosi, spesso e volentieri, in attacco fungendo da fluidificanti quanto a mansioni tattiche (vedi immagine sottostante).

Il centrocampo presenta tre uomini, come si può ovviamente dedurre: un mediano davanti alla difesa (De Rossi) e due mezzali (Pizarro e Perrotta).
La mezzala sinistra, solitamente ricoperta da Pizarro, ha il compito di impostare il gioco da un posizione differente rispetto a quella classica del centrocampista centrale ‘metronomo’ o ‘alla Pirlo’ ed ovviamente fa pensare a modo d’interpretare il ruolo vicino alla figura di Xavi del Barça.
Quanto alla mezzala destra, questa ha il medesimo compito sulla carta che, da quanto intravisto nella modestissima amichevole contro una rappresentativa locale, non sembra essere calzante a pieno con le caratteristiche di Perrotta, giocatore d’inserimento in un modulo atto a verticalizzare immediatamente e non ad un fraseggio spesso orizzontale.
Sottolineiamo come le due mezzali abbiano, in chiave offensiva almeno tre passaggi corti a disposizione, più il passaggio lungo sulla seconda punta in avanti.
Scontato ribadire che il mediano ha compiti prettamente difensivi e di copertura come detto in precedenza.

Curioso e decisamente interessante è l’attacco dove l’attaccante centrale (Totti) agisce più da seconda punta, andando a prendere palla sulla trequarti, per aprire un varco all’attaccante destro (Borriello) che, seppur partendo da posizione defilata, è chiamato ad attaccare lo spazio alle spalle dell’attaccante centrale propostosi incontro ai centrocampisti o ai difensori in possesso di palla.
L’attaccante esterno sinistro (Caprari) tende invece a giocare da vera e propria ala concedendosi il lusso di tagliare dentro l’area per aprire la fascia al terzino sinistro di competenza (Taddei).

Se analizziamo al meglio questa Roma notiamo che Luis Enrique, oltre a reintrodurre dei metodi simili a quelli di una formazione di Settore Giovanile Scolastico, punta, così come il Barcellona, ad un gioco fatto di scambi corti (i lanci lunghi sono praticamente fuori dalla logica concezione) e di continuo movimento di squadra dove gli esterni di difesa hanno un ruolo determinate nel creare superiorità numerica partendo da dietro, sta cercando di portare in Serie A quel modello di bel calcio tanto ammirato da tutti noi in Spagna dai blaugrana. Riuscirà in questa ardua impresa? Per il momento massima fiducia a Luis Enrique.

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