E Borriello aspetta un segnale

di Redazione, @forzaroma

(di Mirko Porcari) – “Marco Borriello è stato riscattato dalla Roma”. Era nell’aria, lo aveva sentito dire, eppure quella notizia gli aveva strappato un sorriso.

Lontano da tutto e tutti, in vacanza, non era riuscito a staccarsi completamente dalla voglia di conoscere il suo futuro: dopo un anno tra luci e ombre, Marco Borriello continuava a chiedersi dove avrebbe giocato nel nuovo campionato. Leggere i giornali rimandava ad una strana forma di masochismo: “Borriello verrà riscattato ma andrà via” la profezia più comune, c’era poi chi si spingeva oltre, ipotizzando accordi con squadre in giro per tutta Europa – “Il Paris Saint Germain lo vuole, Leonardo è sempre stato un suo estimatore”– un’estate tutta da scrivere, insomma. Da Ranieri a Montella, in giallorosso aveva assaporato il bello e il brutto del calcio: titolare, gol a raffica ed un progetto che sembrava cucito intorno a lui. “Non preoccuparti, sarai dei nostri anche nella prossima stagione”. Rassicurazioni scivolate via in un anno da dimenticare, soprattutto se si guarda alla sua involuzione nei primi mesi del 2011: con l’aereoplanino è da subito vita difficile – “Come faccio a togliere dal campo un Totti in questa forma?” – il campo lo vede sempre meno, mentre la società inizia a cambiare volto. Inizia la rivoluzione, dall’Italia all’America si consuma un mutamento che investe la Roma in tutte le sue componenti: accordi pregressi con il Milan quasi “costringono” a riabbracciare Borriello, i dettami di Luis Enrique instillano i primi sospetti di incompatibilità, i media fanno poi il resto. C’è da montare il secondo caso della stagione (il primo è Mirko Vucinic, ma quella è un’altra storia) e in periodo di calciomercato non si guarda in faccia a nessuno: per Borriello si parla sempre di estero, Francia o Inghilterra non importa, basta che sia lontano dalla Roma. Il presente, però, racconta qualcosa di ben diverso: l’attaccante è ancora giallorosso, il primo giorno di ritiro si è distinto per un impegno costante, niente di paragonabile all’accidioso rendezvous di Trigoria, quando Luis Enrique non aveva lesinato una piccola strigliata nei suoi confronti (“Qui tutti devono correre”). C’è da costruire un ruolo nella Roma che verrà (“Borriello è un giocatore forte e per questo rappresenta un problema per la Roma” Sabatini dixit) , la presenza di Totti può essere ingombrante ed allo stesso tempo stimolante, dipende da che punto di vista la si vuole analizzare: per ora, l’uomo dei “venticinquemila gol” è lì, in attesa di un segnale.

 

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