Wilhelmsson, che paura: “Punto da una razza, è stato il dolore più grande della mia vita” – FOTO

Disavventura per l’ex calciatore durante la pesca: lo svedese è stato trafitto a un braccio dall’aculeo dell’animale

di Redazione, @forzaroma

Disavventura davvero singolare per Christian Wilhelmsson. L’ex centrocampista, che ha militato anche nella Roma nella stagione 2006/07, è incappato in uno spiacevole incidente durante una battuta di pesca, entrando in contatto con l’aculeo velenoso di una razza. Un’esperienza davvero dolorosa per lo svedese, che ha descritto minuziosamente la sua esperienza sul proprio profilo Instagram. “Sono sceso in spiaggia davanti a casa mia con la mia canna da pesca e ho iniziato a pescare. Dopo circa 10 minuti ho catturato una razza. Ovviamente ho sentito storie su di loro e sul fatto che sono animali pericolosi. Ma per me erano solo storie, niente che potesse realmente accadermi”.

Wilhelmsson ammette dunque di aver sottovalutato la sua preda. Le conseguenze del suo comportamento non hanno tardato ad arrivare: “Ho portato la razza sulla spiaggia per rimuovere l’amo, che era bloccato nella sua bocca. È stato davvero complicato perché si muovono e sbattono molto le loro “ali” quando vengono catturate. Ma ero riuscito a togliere l’amo e stavo per rimetterla in mare, quando quella sua dannata coda mi ha trafitto il braccio. L’aculeo è entrato per circa 5 cm nel braccio e allo stesso tempo ha rilasciato tutto il suo veleno. Ve lo dico ora, non scherzate mai con una razza. Il dolore che ho provato da quel veleno … non riesco a descriverlo, è stato di gran lunga il dolore più grande che ho sentito in tutta la mia vita”.

Una sofferenza insopportabile, alla quale è seguita la cosa al pronto intervento: “Sono andato in ospedale e ho ricevuto due diverse flebo, con antidolorifici e altre cose. Non sono state d’aiuto, così hanno portato la flebo di antidolorifico più forte che avevano in tutto l’ospedale. Ci crediate o no, il dolore non è andato via. Ho deciso di rimanere in ospedale, non per l’osservazione o giù di lì, ma solo per controllare il dolore”.

Per Wilhelmsson davvero una brutta disavventura, ma l’amore per la pesca non sembra essere affatto scomparso: ” Queste cose non dovrebbero essere chiamate Sting Ray’s (“razza”, in inglese), dovrebbero essere chiamate “Dammi-una-pistola-così-posso-spararmi-Ray. Adesso però mi sento molto meglio, penso sia arrivato il momento di scendere in spiaggia con la mia canna da pesca per “rilassarmi”.

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