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La polemica sugli arbitri continua ad essere al centro della scena dopo le dichiarazioni di Luciano Spalletti al termine di Juventus-Lazio. Il tecnico bianconero ha criticato duramente la gestione arbitrale, definendo gli arbitri "gli unici precari intorno allo stadio" e invocando una riforma per rendere la professione più stabile e trasparente. "Anche stasera in campo eravamo in 23 e quello non professionista è l’arbitro e va fatta una riforma che metta a posto l’arbitro. Sono gli unici precari intorno allo stadio. Devono essere professionisti tutti, perché poi si va a parlare sempre di questo. La cosa che non va bene è che l’unico che non è professionista è l’arbitro, che vanno a casa e devono capire se il prossimo anno faranno ancora questo lavoro. Questo crea squilibrio", queste le parole del tecnico toscano al termine del match. In giornata è arrivata la pronta risposta dell'AIA, che con una nota ufficiale ha voluto replicare all'accusa lanciata da Spalletti: "L’Associazione Italiana Arbitri (AIA), in relazione ad alcune dichiarazioni ed articoli di stampa odierni sul tema del professionismo degli arbitri di vertice finalizzato al miglioramento qualitativo delle prestazioni arbitrali, intende precisare di non essere stata mai contraria a proposte di riforma in questa direzione. Il Presidente Antonio Zappi ed il Comitato Nazionale già dal settembre scorso avevano affermato la propria apertura in questa direzione, purché il rafforzamento delle tutele economiche e professionali per gli arbitri della CAN non pregiudicasse la salvaguardia dell’autonomia tecnica dell’AIA. Lavorare insieme a FIGC e Leghe per una simile riforma non solo è possibile, ma è stato a suo tempo indicato come addirittura auspicabile, per costruire una riforma condivisa e sostenibile anche sotto il profilo economico."
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