Savicevic: “Vucinic non al top. Jovetic via a giugno”

di Redazione, @forzaroma

Genio, di nome e di fatto. Dejan Savicevic, il presidente della Federazione calcistica del Montenegro, grandissimo ex calciatore che ha fatto le fortune del Milan negli anni ’90,

parla a Tuttomercatoweb.com di tanti temi. Il momento difficile di Mirko Vucinic, il futuro di Stevan Jovetic, il Pallone d’Oro a Ibrahimovic ed il momento del calcio montenegrino.

 

Partiamo dal momento di Vucinic: fischiato e criticato dai tifosi della Juventus.
“Mirko non sta giocando come può e sa giocare, ma ha dei problemi al ginocchio ed è per questo che non rende al top”.

Il problema, però, sembrava superato.
“Il ragazzo anche in Nazionale è stato in panchina quarantacinque minuti per questi problemi, derivati da uno scontro in allenamento. Però è un grande giocatore, ma i tifosi bianconeri non perdonano”.

La convince il modo in cui lo utilizza tatticamente Conte?
“Se ogni volta deve tornare e difendere, se ogni volta deve fare il terzino, perde freschezza in attacco, non c’è dubbio. Dovrebbe giocare con più libertà, ed allora darebbe molto di più. Però credo sia solo un momento difficile, basta un gol per superare tutto”.

A proposito di ko: Jovetic si è fermato per due settimane.
“Ha un problema, quindici giorni di stop. Però il ragazzo è stato fermo un anno e si vede che deve riposarsi dopo uno stop così lungo. Non può giocare ogni partita 90 minuti, ma la Fiorentina è costretta a farlo scendere sempre in campo”.

Il ragazzo ribadisce, intanto, la sua fedeltà ai viola per il futuro.
“Vedo che è contento di restare a Firenze, ma il mercato funziona diversamente”.

Ovvero?
“E’ chiaro e semplice: la Fiorentina lo venderà, non potrà resistere alle tantissime richieste che stanno già arrivando per Jovetic”.

Quanto può valere?
“Non sono un uomo mercato, ma se certi difensori valgono 30 milioni di euro, lui vale anche di più perché è tosta trovare giocatori così”.

Capitolo Milan, realtà che lei conosce molto bene: Ibrahimovic è da Pallone d’Oro?
“Perché no? Però siamo ancora a metà stagione, deve ancora giocare alcuni mesi. E poi, non nascondiamoci, quelli che decidono sono gli ultimi 2-3, quindi c’è tempo”.

La chiosa è con il suo Montenegro.
“Peccato non esserci qualificati all’Europeo, ma siamo un paese con meno di settecentomila abitanti, in grande crescita. C’era quest’occasione, quando abbiamo la rosa al completo siamo temibili ma nello spareggio, per esempio, sono mancati giocatori importanti. Ma ci rifaremo, questo è certo”.

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