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Riforma dello sport, Malagò: “Figuraccia mondiale”. Abodi: “Non cambia nulla”

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È caos sulla riforma voluta dal ministro Abodi in merito alla vigilanza delle società professionistiche in materia economica
Redazione

È scontro tra il presidente del Coni Giovanni Malagò, il presidente della Figc Gabriele Gravina e il ministro dello Sport Andrea Abodi. Quest'ultimo ha infatti spiegato così la riforma sul controllo economico e finanziario delle società sportive professionistiche: "Controlli della Covisoc non così affidabili? Diciamo che abbiamo sempre margini di miglioramento. La bozza non è relativa solo a questo tema, è il primo decreto dopo vent'anni dedicato solo allo sport e ha caratteri d'urgenza. Sul tema ho visto tanta agitazione e anche alcune inesattezze relativamente all'attentato dell'autonomia", ha detto Abodi a 'Radio Anch'io Sport' su Rai Radio 1. E poi ha aggiunto: "Avrei voluto che lo stesso fermento si manifestasse quando sono stati stralciati debiti fiscali di squadre di club professionistici di A, B e C per oltre 100 milioni soltanto negli ultimi due anni. Evidentemente i controlli non hanno consentito di fermare alcune realtà o comunque di allertare alcune situazioni critiche. Peraltro è una bozza soggetta a ulteriori contributi, la giornata odierna mi auguro sia propizia. La bozza è stata fatta uscire indebitamente, in maniera non corretta e quindi si è data una lettura non definitiva a un testo non definitivo. A volte basta solo un po' di buonsenso e di tranquillità. Mi domando - conclude il ministro - come mai tanta agitazione, stiamo parlando semplicemente di controlli finanziari, che dovrebbero essere quasi un fattore indifferente. Devono essere fatti bene e possibilmente anche in modo indipendente e terzo. Nulla viene toccato relativamente alla definizione dei criteri da parte della Federcalcio, nulla viene toccato per l'attribuzione delle licenze per la partecipazione dei campionati. Vorrei sapere dov'è l'attentato all'autonomia dello sport".

Abodi ieri ha detto che Gravina era al corrente di questo decreto, ma il presidente della Federcalcio aveva smentito: “Non ho mai sentito parlare del progetto di istituire un'Agenzia di controllo sui bilanci delle società professionistiche prima di venerdì scorso. Mesi fa il ministro Abodi mi ha solo accennato di una sua idea di rivedere i criteri di nomina dei componenti della Covisoc, chi dice altre cose afferma il falso. Mi rammarica dover smentire una fonte non meglio identificata, io ci metto la faccia, nome e cognome, per rispetto della trasparenza e di tutti gli interlocutori dello sport e del calcio italiano”.

Questa mattina, invece, è arrivato anche il commento del presidente del Coni Malagò in un'intervista a 'La Repubblica': "Questa norma non nasce per migliorare la situazione. Ma per cambiare le regole del gioco. Lo dico con molta franchezza, ho seri dubbi che questo discorso - di ingerenza politica del calcio - possa essere accettato dagli organismi sportivi internazionali. Rischiamo una figuraccia mondiale. A prescindere dal fatto di sostanza, c'è un fatto di forma: il Coni ha letto quel documento su Repubblica, e poi sulle agenzie. E la bozza l'ha ottenuta solo tramite la Figc, che l'aveva ricevuta poco prima dal ministro - prosegue -. Mi sarei aspettato quantomeno che fosse inviata anche a noi".

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