Riecco Messi all’Olimpico dopo lo show del 2009

di finconsadmin

Mercoledì l’Olimpico è pronto a omaggiare uno dei più grandi giocatori di tutti i tempi. Se si rimetterà dal lieve problema muscolare che lo ha colpito nei giorni scorsi, Leo Messi, la Pulce gentile, farà il suo esordio da avversario nello stadio romano nell’amichevole di Papa Francesco Italia-Argentina. Ma il campione del Barca il primo dei suoi quattro Palloni d’oro consecutivi lo ha conquistato proprio dopo un’impresa all’Olimpico segnando il 2-0 nella finale Champions con il Manchester United di Ferguson e Cristiano Ronaldo nel 2009. Lui, lo spot vivente del calcio, viene applaudito in tutti gli stadi del mondo anche perchè raramente fallisce un appuntamento importante.

 

Non sempre, nell’approccio all’Olimpico, i campioni più celebrati sono riusciti a fare altrettanto. Un Pelè 19/enne nel giugno 1960 dà spettacolo segnando anche un gol nel 3-2 con cui nel suo tour europeo il Santos batte la Roma. Ma l’episodio più celebre cade nella primavera ’72: il tre volte campione del mondo batte un rigore che, con una prodezza, è parato da Ginulfi al quale alla fine regala la sua agognata n. 10. Lusinghiera la prima passeggiata romana di Platini: Roi Michel impatta il primo gol di Falcao nella sfida che la Juve vince 2-1 con la Roma nel marzo ’83 anche se la sua prodezza non impedisce ai giallorossi di vincere lo scudetto. Anche Maradona impressiona nel suo esordio all’Olimpico: è un’amichevole Italia-Argentina come quella di mercoledì 14, è il 1979 e tutti già parlano del nuovo fenomeno al quale, un anno prima, il ct Cesar Luis Menotti ha negato, non convocandolo perchè troppo giovane, la soddisfazione di diventare campione nel Mondiale di casa. Finisce 2-2 con reti di Valencia, Causio, Paolo Rossi e Passarella su rigore, Diego non segna ma gli bastano pochi passaggi per dimostrare a tutti di quale ‘pastà sia fatto. Si ripete all’Olimpico anche la prima volta che ci gioca a livello di club: dialogo con Bertoni e una prodezza balistica per l’1-1 tra Lazio e Napoli nell’ottobre 1984. Quattro anni prima delle notti magiche ’90 Roberto Baggio ha un impatto anonimo: la sua Fiorentina viene sconfitta 2-0 ed eliminata dalla Roma in Coppa Italia nel maggio 1986.

 

Simile l’approccio di Zinedine Zidane che partecipa tiepidamente all’1-1 tra Roma e Juve dell’ottobre 1996. Dopo avere preso le misure dell’Olimpico fallendo un gol fatto nell’amichevole Roma-Inter 2-1 dell’agosto 1997, Ronaldo lascia il segno nella prima gara vera: nell’aprile 1998 l’Inter passa con la Roma 2-1 e il Fenomeno segna due gol d’antologia. L’altro Ronaldo, Cristiano, partecipa senza acuti allo sconfitta del Manchester 2-1 con la Roma nella Champions 2007. Si rifarà con gli interessi nel 7-1 del ritorno. Ma almeno per le prove all’ Olimpico ha forse ragione il velenoso Mourinho: di Ronaldo ce n’è uno solo, il Fenomeno.

(ansa)

 

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