Premier League 17/a giornata: Ranieri mangerà il panettone da primo, insegue l’Arsenal

Mahrez vince il confronto con Lukaku ed il Leicester passa a Liverpool, le Foxes ancora prime. L’Arsenal piega il City e resta in scia per la corsa scudetto, torna al successo il Tottenham in casa del Southampton, clamoroso ko per lo United in casa contro il Norwich. Sogni di gloria per Palace e Watford (fresco dell’acquisto di Iturbe) ancora vittoriosi, il Chelsea alla prima senza Mourinho torna al successo

di G. Giammusso

Ed ora chi lo ferma più, questo Leicester? A sole due giornate dal giro di boa, la squadra allenata da Ranieri si è presa una rivincita contro tutto e contro tutti, dopo aver sconfitto e costretto il Chelsea all’esonero del rivale Mourinho, lanciato grandi promesse già in odore di contratto faraonico (parliamo ovviamente di Mahrez, accostato allo United ma non solo), riuscito a far affermare anche nella massima divisione campioni di periferia come Vardy, costruito in generale un calcio concreto ma anche bello da vedere con il più tradizionale dei moduli, quel 442 quadrato, cinico e propositivo, che fa soffrire la squadra ogni tanto ma la porta spesso a realizzare una segnatura in più dell’avversario – che alla fine si sa, questo conta nel calcio. Nel match andato in scena a Liverpool, nella tana dell’Everton, è subito il Leicester ad andare in vantaggio con rigore procurato da Okazaki e realizzato magistralmente da Mahrez; accorciano poco dopo con una bella prova di riflessi in ribattuta da parte di Lukaku i padroni di casa. Nel secondo tempo secondo rigore per un’uscita a valanga di Howard su Vardy, sul dischetto ancora Mahrez che impietoso deposita nel sacco, stavolta nell’angolino opposto; c’è tempo per fare il terzo goal, stavolta premiata una prestazione magistrale della punta giapponese, in chiusura il belga Mirallas prova a rilanciare il pareggio che non arriverà: 2-3 e Leicester che allunga la striscia di risultati positivi, portando a casa la terza vittoria consecutiva.

Ricco monday night all’Emirates, si sfidano seconda e terza della classe, in un ArsenalManchester City che ha tutta l’aria di essere un match scudetto: viene fuori da subito la squadra di Wenger che dimostra di sapere e poter tenere il bandolo della matassa, nonostante il City abbia maggior possesso sono i Gunners ad avere maggiore qualità nelle manovre propositive. Al 33’ Ozil scarica su Walcott che si accentra e colpisce con una gran botta, è vantaggio Arsenal; pochi minuti più tardi ancora Ozil tocca morbidamente verso Giroud, ormai attaccante tra i migliori di tutta la lega, che con una rasoiata punisce ancora Hart; da sottolineare ancora una volta la maiuscola prestazione del fantasista tedesco nativo di Gelsenkirchen, Mesut Ozil, autore di una partita incredibile ed oramai miglior assist-man del mondo – possiamo sbilanciarci a dirlo non solo basandoci sui numeri altisonanti. Secondo tempo ancora a marca prevalentemente Gunners, tuttavia il terzo goal non arriva, bensì è il City ad accorciare con una triangolazione Toure – Sagna – Toure, a seguito della quale l’ivoriano realizza con una botta tesa al volo; non c’è più tempo per le emozioni, il match termina 2-1 e l’Arsenal è ora secondo a 36 punti, a sole due lunghezze di distanza dalla capolista Leicester.

Quarte a parimerito con 29 punti ci sono ben 3 squadre, innanzitutto un Tottenham tornato alla vittoria dopo 3 partite di digiuno, in casa di un Southampton sempre più allo sbando bastano un tempo di gioco, il miglior Kane (formidabile dribbling di tre avversari e chiusura con goal) ed il sigillo di Alli per blindare uno 0-2 che fa morale; morale più teso in casa Manchester United alla seconda sconfitta consecutiva, dopo la debacle in casa del Bournemouth arriva anche l’umiliazione della sconfitta con il Norwich, che capitalizza al meglio le poche occasioni concesse realizzando prima con Jerome e poi con Tettey, accorcia Martial ma non basta ed il match si conclude con un 1-2 che lancia grosse ombre sul futuro della panchina di Van Gaal, uscito da Champions League, coppa di lega e rallentato nella lotta scudetto in soli due mesi, nonostante i grandi sforzi profusi dal club nel corso del mercato…inutile dire che il nome di Mourinho libero possa far ingolosire tifosi e dirigenza. A sorpresa quarto un club di Londra che non è stabilmente presente nei piani alti della Premier, quel Crystal Palace di Pardew che vince e convince, stavolta contro uno Stoke tutt’altro che semplice da battere: al Britannia Stadium è Wickham ad aprire le marcature per gli ospiti su rigore, dopo un tempo dominato dai padroni di casa, pareggia meritatamente nella ripresa Krkic sempre su rigore, in chiusura una gran botta da fuori area nel corso dell’assedio finale premia il coreano Lee Chung-Yong, che fissa il risultato sull’1-2 che vale 3 punti per gli ospiti.

Vive uno stato di forma eccezionale il Watford di Pozzo, dai campi della Second Division alla settima posizione nella massima divisione sono passati solo pochi mesi, complici investimenti mirati (manca solo la firma per un Iturbe tutto da rilanciare) ed un progetto solido di permanenza stabile nella massima serie, che ha portato la compagine a sconfiggere club ben più blasonati come la vittima sacrificale di questo turno, il Liverpool, triturato 3-0 al Vicarage Road. Apre Ake con una marcatura di confusione in area, il raddoppio è già al 15’ quando bomber Ighalo imbeccato da Deeney inventa una rete verso il palo ad incrociare, è sempre Ighalo (arrivato a 12 reti in campionato) su assist pennellato da Behrami che dipinge sugli schermi un 3-0 che difficilmente i tifosi nerogialli potranno scordare; dall’altra parte un Liverpool irriconoscibile che non riesce più a vincere ma soprattutto costruisce meno gioco che in passato.

Terza partita consecutiva a reti inviolate per il West Ham, che inanella il quarto pareggio consecutivo in una stagione partita accesa ed improvvisamente livellata verso alee di metà classifica; a fare la partita è soprattutto lo Swansea, ma Gomis e compagni non riescono a violare la porta difesa da Adrian. Continua il momento magico per la matricola Bournemouth, che dopo aver battuto Chelsea e United, compie una terza impresa sconfiggendo il West Brom fuori casa: in goal Smith e Daniels, pari momentaneo di McAuley, finisce 1-2 ed il Bournemouth si tira fuori di prepotenza dalla zona salvezza, parte della classifica che sembrava fino ad un mese fa un oblio da cui non fosse possibile risalire.

Settimana burrascosa in casa Chelsea, esonerato Mourinho di comune accordo con la società (ha fatto discutere la multimilionaria buonuscita che verrà percepita dal portoghese a seguito di tale decisione), arriva Hiddink sulla panchina dei Blues; tuttavia nel match di sabato è formalmente allenatore Holland, stavolta la squadra non rema contro il tecnico e dopo appena 13’ Chelsea in vantaggio per 2 reti a 0 contro il Sunderland, reti di Ivanovic e Pedro. Nella ripresa arriva il terzo goal a cura di Oscar su rigore, di Borini il goal della bandiera per i Black Cats, finisce 3-1 ed ora il neoarrivato allenatore olandese dovrà dimostrare di che pasta è fatto realmente questo Chelsea targato 2015-2016. Conclude il riepilogo di giornata il pari per 1-1 tra Newcastle ed Aston Villa, un goal per uno e per tempo, Coloccini per i padroni di casa e Ayew firmano le segnature del risultato definitivo.

Premier League 17/a giornata:
Chelsea – Sunderland 3-1
Everton – Leicester 2-3
Manchester United – Norwich 1-2
Southampton – Tottenham 0-2
Stoke – Crystal Palace 1-2
West Brom – Bournemouth 1-2
Newcastle – Aston Villa 1-1
Watford – Liverpool 3-0
Swansea – West Ham 0-0
Arsenal – Manchester City 2-1

Classifica:
Leicester 38; Arsenal 36; Manchester City 32; Tottenham, Manchester United, Crystal Palace 29; Watford 28; West Ham 25; Liverpool 24; Everton, Stoke 23; Southampton 21; West Brom 20; Bournemouth 19; Chelsea 18; Norwich, Newcastle 17; Swansea 15; Sunderland 12; Aston Villa 7

Marcatori:
Vardy (Leicester) 15; Lukaku (Everton), Mahrez (Leicester) 13; Ighalo (Watford) 12; Giroud (Arsenal) 10; Kane (Tottenham) 9; Aguero (Manchester City), Wijnaldum (Newcastle) 7

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