Ecco perché se cade Macalli è a rischio anche Tavecchio

Macalli è uno degli “sponsor” più importanti di Tavecchio. Nel caso in cui venisse eletto Gravina, Tavecchio potrebbe perdere consensi e la maggioranza nel governo del calcio non sarebbe così sicura come adesso

di Redazione, @forzaroma

Aprile, mese decisivo per la Lega Pro, ex serie C, 60 club professionistici, 3 posti in consiglio federale, il 17% nelle elezioni del presidente Figc. Una Lega che conta: Macalli ha fatto ottime cose nei suoi 18 anni di presidenza ma ora traballa sotto le bordate di Gravina-Ghirelli e del superprocuratore Palazzi che l’ha deferito per il caso Pergocrema. Il 9 aprile la commissione giudicante presieduta dall’avvocato Artico dovrà giudicare il n.1 della Lega Pro: visto il deferimento, è molto probabile che Palazzi chieda una pesante condanna. Nel caso fosse condannato, Macalli dovrebbe dimettersi: tra l’altro è anche vicepresidente Figc, i suoi ruoli sono delicati. Macalli è stato sostenuto ultimamente da Claudio Lotito, patron Salernitana, che lo ha difeso a spada tratta contro gli attacchi di molti club e di Gravina-Ghirelli, che si sono rivolti al Coni (a metà aprile si riunisce la commissione di garanzia di Frattini). Macalli è uno degli “sponsor” più importanti di Tavecchio: che succederebbe in consiglio federale se dovesse decadere e al suo posto venisse eletto Gravina? Tavecchio potrebbe perdere consensi e la maggioranza nel governo del calcio non sarebbe così sicura come adesso. Gravina, infatti, potrebbe allearsi con Tommasi, Ulivieri e Nicchi. Ma tutto dipenderà dal 9 aprile, lì c’è il primo scoglio per Macalli. Intanto continuano deferimenti e penalizzazioni in Lega Pro: si va verso playoff e playout e c’è il rischio che le classifiche siano sconvolte. Un bel problema. La domanda: 60 club sono ancora troppi? Secondo Tavecchio (e Lotito) sì, sono troppi e va tagliato ulteriormente. Secondo Macalli no, “la riforma del campionato noi l’abbiamo già fatta”.

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