Parma, Manenti: “Sono un bluff? Forse si o forse no, lo vedremo…”

Il presidente del Parma è stato intervistato ai microfoni di Sky Sport: “Rischio fallimento? Dipende dalla volontà delle persone, con un piano concreto e reale il Parma non fallisce”

di Redazione, @forzaroma

L’ombra del fallimento dietro l’angolo, la paura di sparire, in una stagione maledetta Il Parma vive il momento peggiore della sua storia e gli occhi del calcio italiano sono tutti sulle future azioni del Presidente Manenti. Intervenuto ai microfoni di Sky Sport, il numero uno gialloblu ha parlato della situazione del club. Queste le sue parole:

 “Stiamo cercando di preparare i documenti da portare in procura in modo ci sia un piano credibile e duratura negli anni. Abbiamo visto la parte contabile, fiscale e legale legata al problema Parma. Cercheremo nei prossimi giorni di fare i primi pagamenti. Dove sono i soldi e quando ci saranno questi pagamenti? Io ho sempre parlato di tempi tecnici riferiti non solo da quello che abbiamo estrapolato da tutti i dati ma anche tempi che ci permettevano di valutare l’effettivo debito e i pagamenti da fare. La prossima settimana ci presenteremo in Procura con dei pagamenti effettuati che ci permetteranno a brevissimo di pagare non oltre il 30 Giugno tutta la parte rimasta inevasa. I soldi ci sono sempre stati altrimenti non ci saremmo lanciati in un’avventura cosi. Ovviamente dal dire all’inizio sono 50, 100 o 200 milioni a dire oggi con più o meno precisione di quanto si tratta ci permette di lavorare in modo sereno. I soldi non sono sul conto del Parma ma ci sono. Anche in precedenza abbiamo mostrato che c’erano ma non siamo riusciti a concludere. Sui pagamenti vogliamo farli subito e mostrare alla Procura di averne fatti di importanti. Appena è ultimato il lavoro dei professionisti partoni i primi pagamenti.
Di chi sono i soldi? Di sponsor che credono nel sistema calcio italiano e che sono intenzionati ad investire in Italia. Veicoleremo molti sponsor e persone intenzionate ad investire. 
Chi me l’ha fatto fare? Un’innata passione per lo sport e per il calcio. Credo nel progetto che stiamo portando avanti. A me non interessa quello che dice la gente. A me interessano le persone con le quali lavoro. Sono 24 anni che opero nell’Est Europa e si contano sulle dita di una mano quelli che parlano male di me. I soldi arrivano dall’Italia, dall’Europa e da fuori Europa. Non tutti possono essere proprietari del Parma. Il proprietario sono io e nessun altro. Ho un buon rapporto con i giocatori. Ci sentiamo spesso con il  mister e capitan Lucarelli. Le rassicurazioni sono quelle che abbiamo sempre detto. Purtroppo c’è molta confusione perché tutti dicono la loro. Rischio fallimento? Dipende dalla volontà delle persone. Con un piano concreto e reale il Parma non fallisce. Se sono un bluff? Forse sì, forse no. Lo vedremo. Qui in Italia ognuno dice ciò che vuole. A chi dice che solo in Italia potevo comprare una squadra di calcio? Inutile discutere perché ne ho altre”.

 

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