Un'autostrada trasformata in campo di battaglia e, a cascata, una stagione intera di trasferte cancellate per i tifosi di Fiorentina e Roma, protagonisti della guerriglia. Una scelta drastica che ha subito scatenato svariate reazioni: dagli ultras ai semplici sostenitori, passando per le associazioni dei tifosi, il fronte viola si è ricompattato contro una misura ritenuta sproporzionata. I legali incaricati - scrive 'La Nazione' - stanno valutando il da farsi, con l’obiettivo di presentare ricorso al Tar del Lazio, ma i tempi non saranno brevi. Dagli ambienti del tifo filtra comunque una linea chiara: se gli appigli ci saranno, nel giro di qualche settimana partirà l’appello. Ci sono alcuni precedenti che potrebbero far sperare quanto meno in un sconto: così, è successo, ad esempio, al divieto di trasferte comminato alle tifoserie di Pisa e Verona. Anche se, nella punizione inflitta a viola e giallorossi, il Viminale, assimilando i pareri di Osservatorio e Casms, hanno pesato alcuni episodi nel ‘curriculum’ delle curve che si sono affrontate in A1 con mazze e bastoni. Il ministro dello Sport Andrea Abodi ha espresso una posizione interlocutoria: "Capisco le ragioni di una posizione drastica ma resto dell'idea che chi sbaglia debba pagare, anche se non possono pagare tutti". E ancora: "Serve un sistema di sicurezza che presidi non solo gli stadi, ma anche autogrill, autostrade e stazioni".
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